Coronavirus in Africa, una bomba pronta a esplodere: casi in 23 Paesi, la preoccupazione dell’Oms

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Coronavirus in Africa, una bomba pronta a esplodere

Coronavirus. La pandemia da Covid-19 ha ormai raggiunto 23 Paesi in Africa. Per contenere la diffusione del coronavirus, anche nel continente africano si stanno adottando le stesse misure prese nel resto del mondo: scuole e università chiuse, stop agli eventi pubblici, frontiere chiuse per i cittadini che provengono dall’Italia o da altre nazioni colpite dal virus SARS-CoV-2.

La pandemia da Covid-19 ha ormai raggiunto 23 Paesi in Africa: ultimi in ordine di tempo Mauritania, Ruanda, Seychelles e Repubblica Centroafricana, che sabato hanno confermato i loro primi casi di contagio da coronavirus. E tra gli esperti c’è preoccupazione sulle capacità di alcune nazioni africane di contenere la diffusione del virus SARS-CoV-2 (Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2). Anche prima dello scoppio della pandemia, il continente africano stava affrontando sfide enormi (conflitti armati, povertà e malnutrizione, milioni di sfollati, solo per citarne alcune) a cui adesso va ad aggiungersi anche una crisi sanitaria dagli effetti potenzialmente devastanti.

In Sudan il primo morto da coronavirus. Stop all’entrata di italiani

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in foto: Il ministro della salute sudanese, Akram Ali Al–Tom 
Il Sudan, alle prese con una grave crisi economica dopo 30 anni di dittatura di Omar Al Bashir, si trova ora ad affrontare anche l’emergenza del coronavirus. Venerdì scorso c’è stata la prima vittima, un uomo di 50 anni morto nella capitale Khartoum. Le autorità sanitarie sudanesi hanno precisato che il loro concittadino era stato di recente negli Emirati Arabi Uniti. Di conseguenza, il governo ha deciso di sospendere momentaneamente visti e voli per 8 Paesi, tra cui Italia e Egitto, con cui sono stati interrotti anche i collegamenti via terra. È vietato, fino al prossimo 30 luglio – scrive l’ambasciata italiana in Sudan – l’ingresso nel Paese ai cittadini italiani che manchino dall’Italia, o altro Paese ad alta incidenza del virus, da meno di tre settimane, anche se già con visto o permesso di soggiorno”.

Il governo sudanese ha anche proibito eventi sociali, compresi i matrimoni, e ha chiesto al ministero della salute di predisporre dei centri per la quarantena degli infettati. Le scuole e università sono state chiuse per un mese. Il Sudan non è l’unico Paese africano che in questo momento sta combattendo la diffusione del virus SARS-CoV-2.

Kenya: scuole chiuse e obbligo di auto quarantena per chi arriva dall’estero

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in foto: Il governo keniota ha decretato la chiusura delle scuole per fermare il contagio del coronavirus 
Il Kenya, l’economia più ricca dell’Africa orientale, ha annunciato venerdì scorso il suo primo caso di contagio da coronavirus. Si tratta di una donna proveniente dagli Stati Uniti. “Voglio comunicarvi il primo caso di coronavirus in Kenya – ha detto ai giornalisti il ​​ministro della salute Mutahi Kagwe – una donna risultata positiva il 5 marzo 2020 nella capitale Nairobi di ritorno dagli Stati Uniti, via Londra”. Le condizioni di salute della donna  sono stabili – ha informato il ministro – e la paziente si starebbe riprendendo. Nel frattempo, però, i contagiati sono saliti a tre: sono due passeggeri che si trovavano sullo stesso aereo e sedevano accanto alla paziente 0. Il governo di Nairobi, comunque, ha preso tutta una serie di misure per contenere un possibile focolaio. “Ai cittadini kenioti e agli stranieri in possesso di regolare visto è permesso l’entrata nel Paese – ha dichiarato il presidente Uhuru Kenyatta – a condizioni che si sottopongano ad un’auto quarantena o in una struttura predisposta dal governo”. Il provvedimento entrerà in vigore nelle prossime 48 ore e resterà in vigore per 14 giorni. Tutte le aziende in Kenya sono state invitate a consentire ai dipendenti di lavorare da casa mentre sono vietati gli assembramenti pubblici. Le scuole e università rimarranno chiuse.

23 Paesi africani con contagi dal coronavirus

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in foto: Alcuni passeggeri di un autobus di Nairobi si disinfettano le mani prima di salire
Due casi di coronavirus anche in Ghana e uno in Gabon. Il ministro della salute ghanese, Kwaku Agyemang Manu, ha dichiarato che due persone, arrivate dalla Norvegia e dalla Turchia, sono risultate positive al virus. I due pazienti sono tenuti in isolamento e le loro condizioni sono stabili. Le autorità sanitarie stanno anche provvedendo a risalire a tutte le persone entrate in contatto con i due infettati. In Gabon, il portavoce del governo Edgard Anicet Mboumbou Miyakou ha affermato che il paziente era un gabonese arrivato dalla Francia con i sintomi della malattia: tosse, mal di gola e problemi respiratori. Anche in questo caso, l’uomo si trova in isolamento.

Il coronavirus è arrivato anche in Etiopia. Tre persone in contatto con il paziente 0 sono risultate positive. “Due sono cittadini giapponesi di 44 e 47 anni – ha comunicato il ministero della salute etiope – mentre l’altro è un 42enne etiope. Tutti e tre lavorano ad Addis Abeba ed erano a stretto contatto con il primo caso confermato”. L’Etiopia, uno dei Paesi africani con maggior numero di abitanti (oltre 100 milioni) non ha ancora annunciato provvedimenti contro la diffusione del coronavirus. Il resto delle nazioni africane, comunque, sta adottando le stesse misure prese nel resto del mondo. Il Senegal, dove finora si sono registrati 21 casi, ha decretato lo stop di scuole e università così come di tutte le feste religiose.

Voli proibiti invece in Madagascar. “Per impedire l’ingresso dell’epidemia in Madagascar, tutti i voli da e per l’Europa sono sospesi per 30 giorni”, ha dichiarato in una nota il presidente Andry Rajoelina. Il Madagascar, una delle nazioni più povere al mondo, ha deciso di sospendere anche i collegamenti aerei verso le vicine isole di La Reunion e Mayotte. Il Marocco, in cui ci sono stati finora 13 casi, ha cancellato i voli provenienti da 21 Paesi, tra cui l’Italia. In Ruanda, gli alunni di ogni ordine e grado rimarranno a casa per due settimane a partire da lunedì 16 marzo.

L’Oms preoccupata della diffusione del Covid-19 in Africa
“Con Covid-19 dichiarato ufficialmente come pandemia, tutti i Paesi in Africa devono agire”, ha affermato il dottor Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per l’Africa. “Ogni paese può ancora cambiare il corso di questa pandemia aumentando le proprie risposte all’emergenza. I casi sono ancora bassi in Africa e possiamo mantenerli così con solide azioni di tutti i governi per combattere il nuovo coronavirus”. L’11 marzo, l’Oms ha ufficialmente designato Covid-19 una pandemia. Secondo gli ultimi dati, il virus SARS-CoV-2 ha infettato 153.648 in 146 Paesi o regioni al mondo. Pesante il bilancio dei morti: dall’inizio dell’epidemia sono 5.746 le persone uccise dal coronavirus.

 

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