Coronavirus, Giappone pronto a proclamare stato di emergenza.

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A woman wearing face masks to protect against the spread of the new coronavirus waits for food on a Yokohama China Town near Tokyo, Tuesday, March 31, 2020. As the the spread of the coronavirus continues, Japan has extended its highest travel warnings to 49 countries, including the United States, Canada and Britain, as well as all of China and South Korea. (AP Photo/Koji Sasahara)

Coronavirus. In Usa 3mila vittime solo a New York: anche 22 lavoratori della metropolitana. Austria riapre i negozi dal 14 aprile

Oggi il Giappone conta 3.654 casi accertati e 85 morti: il cambio di rotta è dovuto al rapido aumenti di contagi, soprattutto nella capitale, e alle pressioni della comunità medica. Intanto la Corea del Sud registra il numero più basso da febbraio: 47 nuovi casi in 24 ore. Secondo la John Hopkins University, i ricoveri tedeschi sono più di quelli italiani.

Il premier giapponese Shinzo Abe è pronto a decretare lo stato di emergenza nel tentativo di contenere l’espansione del coronavirus nel Paese, dopo l’incremento allarmante delle infezioni nell’ultima settimana, in particolare a Tokyo, dove hanno superato quota mille nel corso del fine settimana. Oggi il Giappone conta 3.654 casi accertati e 85 morti. Fino a pochi giorni fa le immagini delle persone che circolavano liberamene erano un’eccezione da studiare, il “modello Giappone”. Oggi potrebbe arrivare un deciso cambio di direzione, dovuto alle pressioni sul premier da parte della comunità medica – da una parte – e della governatrice Yuriko Koike dall’altra.

In Europa il contagio corre veloce anche in Germania, dove i casi accertati hanno superato quota centomila. mentre l’Austria intravede già un allentamento delle misure e dopo Pasqua, dal 14 aprile, riaprirà a tappe gli esercizi commerciali. In un primo momento, ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz, riprenderà l’attività dei negozi con meno di XMRattività di tutto il settore commerciale, anche dei parrucchieri.

La John Hopkins University, che parla di 110.123 casi e 1584 vittime. Secondo questa fonte sono 28.700, inoltre, i pazienti ricoverati, più di quelli italiani. Il Robert Koch Institut segnala invece 95.391 contagiati registrati elettronicamente e 1434 morti. La Baviera è il Land più colpito, con oltre 24mila casi e 383 morti. Esattamente come il Giappone, anche la Svezia medita di cambiare radicalmente il suo approccio ‘controcorrente’ e di dichiarare il lockdown. Nel Regno Unito intanto il premier Boris Johnson – risultato positivo – è stato ricoverato con febbre alta e tosse. “Questa è una misura precauzionale – chiarisce un portavoce di Downing Street – poiché il primo ministro continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus dieci giorni dopo essere risultato positivo”. In isolamento anche la compagna Carrie Symonds, che aspetta un bambino. A lui gli auguri di molti capi di Stato, incluso il presidente Trump che ha detto che gli americani “stanno pregando per la sua guarigione”. Ieri sera la Regina Elisabetta ha parlato alla nazione: un evento raro, capitato solo 4 volte in 68 anni di regno. Quattro minuti in cui ha ringraziato il sistema sanitario nazionale e ha esortato i britannici a mantenere disciplina e determinazione: “Spero che chi verrà dopo di noi possa dire che questa generazione è stata forte, come sempre”.

Intanto negli Stati Uniti l’epidemia ha già fatto registrare 337.637 casi e 9.647 decessi, secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University. Oltre 3mila i morti registrati a New York City. Soprattutto a New York, la città più colpita: tra di loro almeno 22 dipendenti della società che gestisce la rete metropolitana. Su 74mila dipendenti, oltre mille sono risultati positivi al Covid-19, mentre 5.430 dipendenti della Mta, la società dei trasporti pubblici, sono in quarantena a casa. L’amministrazione Trump sta studiando nuove restrizioni per le navi da crociera che approdano negli Stati Uniti. Attualmente, secondo i dati della Guarda costiera, sono 114 le navi ancorate in porti americani o nelle vicinanze, con complessivamente 93mila membri dell’equipaggio a bordo: potrebbero essere tutti messi in quarantena, indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi.

Mentre in Occidente i contagi aumentano, la Corea del Sud registra il numero più basso da febbraio: XMR50, mentre ieri erano stati 81.

Svezia – Il coronavirus ora spaventa anche la Svezia, che potrebbe rinunciare alla linea morbida dei ristoranti e negozi aperti e adottare misure restrittive come gli altri Paesi europei di fronte alla minaccia di “migliaia di morti”. Finora Stoccolma ha mantenuto un approccio controcorrente rispetto al resto d’Europa, rifiutando l’idea che l’isolamento fosse la strada migliore.

Russia – I casi di coronavirus sono saliti di 954 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a toccare quota 6343. La maggioranza di contagi si verifica a Mosca, dove ormai si registrano quasi 4500 casi. Nelle ultime 24 ore sono poi morte altre due persone, portando il computo totale a 47. Lo fa sapere la task force nazionale contro l’epidemia, citata dalla Tass.

Israele – I positivi hanno raggiunto oggi la cifra di 8.649. Lo ha reso noto il ministero della Sanità secondo cui al momento 141 malati sono ricoverati in condizioni gravi (un aumento dell’11 per cento rispetto a ieri) e 107 di essi sono in rianimazione. I decessi sono stati complessivamente 51 e le guarigioni 585.

Giappone – Il governo giapponese intende incrementare il livello degli inventari del farmaco antivirale Avigan di almeno tre volte il valore delle attuali scorte. Lo anticipano fonti a conoscenza del dossier all’agenzia Kyodo: L’Avigan non è mai stato in commercio in Giappone a causa di alcuni effetti collaterali, tra i quali possibili anomalie fetali per le donne in stato di attesa, e le scorte sono controllate dal governo. Se la sperimentazione clinica iniziata lo scorso martedì dovesse rivelarsi idonea le autorità sanitarie nipponiche potrebbero approvare l’Avigan come trattamento specifico per il coronavirus già da questa estate

Intanto il premier Abe si prepara a proclamare lo stato di emergenza: a quel punto il governo potrà imporre restrizioni all’assembramento di persone, e lo svolgimento delle attività sociali nei luoghi pubblici, tra cui teatri, attività sportive e servizi alla collettività. Nel caso di una paralisi del sistema sanitario nazionale i governatori delle prefetture potranno ordinare la requisizione di proprietà private e degli edifici idonei alle esigenze mediche. Le municipalità potranno inoltre sequestrare medicinali e provviste alimentari a persone e società che si rifiutano di renderle disponibili in commercio e obbligare compagnie a fornire assistenza nei trasporti di merci nel caso di un’emergenza. L’esecutivo è prossimo a varare un piano di stimolo da 56.000 miliardi di yen, pari a XMR per ravvivare i consumi, e misure di sostegno a piccole e medio imprese per arginare i danni derivanti dalla pandemia.

Corea del Sud – Come riporta il Centro della Corea del Sud per il controllo e la prevenzione della malattia, i casi totali sono 10.284. Nelle ultime 24 ore, inoltre, ci sono stati altri tre decessi che hanno portato a 186 il numero complessivo dei morti dall’inizio dell’emergenza. Il numero di nuovi casi nel Paese si è “stabilizzato” intorno a 100 nelle ultime tre settimane dopo il picco raggiunto alla fine di febbraio e la ‘discesa’ iniziata a marzo. I contagi di oggi sono stati registrati in particolare a Seul e nella provincia vicina di Gyeonggi ma non negli epicentri della diffusione del virus ovvero la città di Daegu e la provincia di Gyeongsang.

Thailandia – 51 nuovi casi di coronavirus nel Paese, oltre 2.200 in tutto. Lo ha reso noto il ministero della Sanità thailandese, segnalando un netto calo nella curva dei contagi rispetto al giorno precedente, quando erano stati 102 i nuovi contagi.
Sono invece tre le persone morte per il Covid-19 in Thailandia nelle ultime 24 ore, portando a 26 il totale nazionale. Il maggior numero di infezioni è stato registrato a Bangkok e nelle zone limitrofe, seguita da Phuket.

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