Coronavirus. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato che l’Aifa “sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia del farmaco Avigan”, (favipiravir), anti-influenzale che Cina e Giappone starebbero già studiando per la lotta al Coronavirus.

Dopo ore di dibattito e polemiche è arrivato l’annuncio ufficiale del ministro della Salute, Roberto Speranza: “Il direttore generale di AIFA, Nicola Magrini, mi ha comunicato che la riunione del Comitato Tecnico-Scientifico di questa mattina, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso”. Dunque, l’Agenzia italiana del farmaco procederà alla sperimentazione dell’ormai famoso Avigan (favipiravir), farmaco anti-influenzale che Cina e Giappone starebbero già studiando per la lotta al Coronavirus.

I dubbi dell’Aifa (e di Burioni) sull’efficacia dell’Avigan
Eppure, soltanto ieri sempre l’Aifa aveva sottolineato che non esiste al momento alcuna evidenza scientifica sull’efficacia del farmaco, diventato il protagonista di una serie di video virali sui social network. In un documento pubblicato il 22 marzo l’Agenzia italiana del Farmaco ha sottolineato i dubbi della comunità scientifica rispetto ad una possibile sperimentazione dell’Avigan nel trattamento dei pazienti Covid-19: “Ad oggi – si legge sul comunicato reso noto solo ieri – non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia causata dal nuovo Coronavirus”. Sempre ieri si era espresso contro l’Avigan il virologo Roberto Burioni, che sui social aveva attaccato: “Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli ACE inibitori che i somari scrivono ECA hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube”. Successivamente, in una dichiarazione rilasciata ad Adnkronos, Burioni ha specificato che “non esista alcuna evidenza scientifica sull’efficacia del farmaco”.

Fujifilm: “Avigan? Nessuna prova scientifica sulla sicurezza”
Sull’efficacia e la sicurezza di Avigan è intervenuto anche il senior director di Fujifilm Italia, Mario Lavizzari, dal momento che il farmaco è stato sviluppato dalla controllata di Fujifilm, Toyama Chemical ed è stato approvato nel 2014 in Giappone come anti-influenzale. Anche se al momento viene somministrato in Giappone ai pazienti di Covid-19 ai fini di uno studio di osservazione, “non esistono prove scientifiche cliniche pubbliche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro il nuovo Coronavirus nei malati”. Lo studio di osservazione riguardante Covid-19 è condotto da istituzioni mediche che cooperano con i team istituiti dal Centro Nazionale per la Salute e la Medicina Globali del Giappone (National Center for Global Health and Medicine of Japan). “Sappiamo anche – aggiunge la nota – che favipiravir (versione generica) è stato somministrato a pazienti Covid-19 in Cina. Fujifilm non ha svolto alcun ruolo nelle ricerche di cui sopra e non è quindi in grado di commentare questi risultati”. Per valutare la sua efficacia e sicurezza nei confronti di Covid-19, conclude la nota, Fujifilm “prevede di avviare uno studio clinico in Giappone. Fujifilm è al corrente della grave situazione che si sta verificando in Italia, tuttavia in questa fase Fujifilm non è in grado di divulgare alcun piano per l’uso di Avigan in altri paesi”.