Coronavirus. È in viaggio verso Bergamo la spedizione inviata dalla Russia per assistere i medici italiani nella lotta al coronavirus. Un contingente di 150 specialisti è in viaggio con una colonna di camion che trasportano anche apparecchiature, ventilatori, maschere e tute per la difesa biologica. Si occuperanno anche di una serie di attività di sostegno, come la sanificazione degli ambienti.

“Ieri alle 19.00 è arrivato a Bergamo un gruppo di medici dalla Russia. Sono circa 150 uomini che daranno un mano in una serie di attività anche di sostegno: ci sono medici, infermieri, ma anche persone per la sanificazione”. Lo ha annunciato il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, spiegando che il personale inviato da Mosca per aiutare i medici italiani nel pieno dell’emergenza coronavirus sarà interamente destinato all’ospedale che sta realizzando la Protezione Civile con gli Alpini a Bergamo, dove sono in campo anche i medici di Emergency.

Coronavirus, in arrivo 150 medici dalla Russia
“Sono tutti specialisti, come rianimatori e epidemiologi. Si tratta quindi di persone qualificate che potranno alleggerire molto il lavoro dei nostri medici”, ha aggiunto il governatore. La missione “Dalla Russia con amore”, concordata dal premier Giuseppe Conte con il leader russo Vladimir Putin, prevede l’arrivo in Italia di una colonna di automezzi russi, scortati dai carabinieri.

Colonna di mezzi militari in viaggio con ventilatori e maschere
Come spiega il colonnello Bogomolov in un video diffuso da Askanews “la colonna, composta di 22 automezzi, è divisa in due parti”. I militari russi portano in dotazione anche numerosi macchinari necessari per assistere i pazienti più gravi. Il capitano del servizio medico militare Lev Krilov spiega: “Porteremo a Bergamo delle apparecchiature di difesa dell’organismo, di tipo isolante con ventilazione all’interno. Questo tipo di apparecchiature indossabili hanno una maschera, l’aria viene filtrata per garantire la respirazione necessaria agli organi vitali. Abbiamo inoltre delle tute per una speciale difesa biologica completa”.

Il sergente Artur Belashov ha detto di essere contento di partecipare a questa missione di medicina militare in Italia. “Appena è arrivato il comando, io non ci ho pensato due volte. Immediatamente ho risposto: affermativo. Il nostro reggimento esiste proprio per aiutare le persone. Io ne faccio parte da 11 anni. Ecco tutto”.