Chiesa. Un sacerdote condannato in passato per abusi è tornato a dire Messa presso la diocesi di Albenga. Il caso che fa discutere i fedeli

Don Luciano Massaferro è un sacerdote della Chiesa cattolica che risulta essere stato condannato per abusi ai danni di una minore.

Nello specifico, si parla di un provvedimento che prevedeva la carcerazione per una durata complessiva di sette anni ed otto mesi. La sentenza – come avevamo già raccontato – era passata pure per il terzo grado di giudizio. Gli organi ecclesiastici, però, non sono mai stati concordi con quanto disposto anche dalla Cassazione. E adesso può essere segnalata una novità rilevante: il don è tornato a celebrare Messa.

Il caso, che interessa da vicino la diocesi di Albenga, fa discutere pure perché è esemplificativo di come la giustizia ecclesiastica possa prendere posizioni diverse da quelle espresse dalla giurisidizione penale italiana. L’avvocato del consacrato, Alessandro Chirivì, aveva puntualizzato così: “l tribunale della Curia ha ritenuto che l’accusa della vittima non avesse avuto alcun riscontro esterno, che il racconto era in molti punti illogico e che invece numerosi testi non avessero messo in luce alcun comportamento anomalo da parte del mio assistito”. La vittima, almeno all’epoca dei fatti contestati a don Luciano, era una minorenne. La giovane aveva raccontato di aver subito abusi in almeno tre circostanze differenti. La giustizia italiana ha riconosciuto la sussistenza delle accuse. Quella interna alla Ecclesia no.

Stando a quanto riportato ieri da Il Fatto Quotidiano, il don ha già avuto modo di celebrare Messa presso una parrocchia del padovano. Ma non è tutto: pare che don Luciano sia stato di nuovo incaricato dal vescovo. Questo fattore potrebbe dimostrare come il tribunale ecclesiastico competente e i superiori del consacrato siano tuttora convinti della infondatezza del quadro riguardante le violenze sessuali. Una vera e propria riabilitazione, che è però seguita al trascorrere del tempo in cui don Luciano ha scontato la pena. E questo può non essere un dettaglio. Vale pure la pena sottolineare come il tribunale ecclesiastico giudicante, all’epoca, fosse presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco, ora arcivescovo di Genova.

Proprio in questi giorni, poi, si sta dibattendo ad altri livelli clericali sul da farsi in relazione agli abusi. Padre Federico Lombardi, l’ex direttore de la Sala Stampa, ha da poco presentato una “task force”, che dovrebbe coadiuvare lo sviluppo di linee guida diocesane. Il Papa, come sappiamo, è per la linea della tolleranza zero. Quella che è stata introdotta dal suo predecessore. Ma il caso di don Luciano non è passato inosservato. E chi frequenta la parrocchia, secondo quanto ripercorso dalla fonte sopracitata, si è detto stupito del ritorno del prete sull’altare: “All’ inizio non credevamo ai nostri occhi, invece ha continuato a venire. Ci hanno detto che era stato scelto come vice parroco perché il titolare è malato”. La Messa celebrata, insomma, non sarebbe stata un’eccezione. E don Luciano dovrebbe essere tornato a fare il prete a tutti gli effetti.