Un trentenne di Rimini è stato prima insultato per il suo orientamento sessuale poi picchiato da un gruppo di giovani: è accaduto in una discoteca di Cesenatico a un trentenne riminese che ha trovato la forza di denunciare quanto accaduto solo dopo alcuni giorni. Il ragazzo è stato operato per le lesioni riportate.

Ancora un grave caso di omofobia, questa volta in Romagna, dove un ragazzo è stato prima insultato per il suo orientamento sessuale poi picchiato da un gruppo di giovani: è accaduto in una discoteca di Cesenatico (Forlì-Cesena) a un trentenne riminese che ha trovato la forza di denunciare quanto accaduto solo dopo alcuni giorni.

Autori del pestaggio, spiega l’avvocato della vittima, Christian Guidi, sono state diverse persone che all’improvviso lo hanno accerchiato e picchiato. Due in particolare sarebbero state riconosciute da alcune fotografie. La vittima è stata colpita diverse volte al volto e ha riportato una frattura al naso e un’emorragia interna che ha richiesto un intervento chirurgico eseguito presso l’ospedale di Cesena. “È ancora scioccato – afferma l’avvocato – Non se l’aspettava soprattutto in quel tipo di festa”.

L’episodio, infatti, è avvenuto durante una serata ‘gay friendly’ organizzata presso la discoteca NRG di Cesenatico. Stando a quanto riferito dal sito Gay.it il giovane stava ballando insieme a degli amici quando è stato preso di mira dagli insulti di alcuni coetanei, che poi l’hanno anche aggredito e picchiato selvaggiamente causandogli un trauma cranico, la frattura del naso e addirittura un’emorragia interna, per la quale è stato immediatamente operato. Il trentenne è ancora in ospedale, a seguito dell’operazione che ha dovuto subire e alle varie medicazioni per le fratture che il branco gli ha provocato durante l’aggressione omofoba.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Zan, parlamentare del PD e relatore della legge contro l’omotransfobia ora in commissione Giustizia alla Camera: “A Cesenatico un ragazzo è stato brutalmente aggredito da un gruppo in un locale notturno in quanto omosessuale. Si tratta di una delle più gravi aggressioni omofobe degli ultimi mesi. L’accaduto risale a dieci giorni fa, e solo ora la vittima starebbe decidendo di sporgere denuncia. Piena fiducia nelle forze dell’ordine che sapranno individuare gli aggressori. Ma ancora una volta la vittima di una aggressione omofoba non potrà denunciare l’episodio per ciò che è. Ovvero un crimine consumato per l’orientamento sessuale del ragazzo. L’Italia è rimasto l’ultimo dei grandi Paesi europei e occidentali a non avere una normativa di contrasto contro l’odio omotransfobico. Un ritardo gravissimo. Chi si oppone alla proposta di legge contro l’omotransfobia, si oppone anche all’equità di una giustizia che punisce i reati per ciò che realmente sono. Come maggioranza siamo pronti ad approvare la legge al più presto. Ieri ho avuto un colloquio con il Presidente Fico, il quale ha convenuto sulla necessità di calendarizzare in Aula il prima possibile la legge. La prossima conferenza deciderà su questa possibilità, assieme ai gruppi parlamentari prevista per fine febbraio”.