Catania. Una giornata speciale per una signora di 97 anni dimessa dall’ospedale Cannizzaro di Catania perché guarita dal Covid-19. Era ricoverata da Pasqua per una rottura del femore. “Grazie a tutti voi – esprime con riconoscenza la signora 97enne agli operatori sanitari all’uscita del reparto – ma io non ho fatto niente”. Poi il saluto con il gesto della mano e l’ingresso nell’ambulanza.

Una giornata davvero speciale per la signora di 97 anni dimessa dall’ospedale Cannizzaro di Catania perché guarita dal Covid-19. Un applauso di affetto nei confronti dell’anziana 97enne. “Ciao nonnina – si sente ancora all’interno dei reparti”. “Auguri – esclamano gli operatori sanitari “, con le lacrime agli occhi e senso di appartenenza. “Grazie a tutti voi – esprime con riconoscenza la signora 97enne agli operatori sanitari all’uscita del reparto – io non ho fatto niente”. Poi il saluto con il gesto della mano e l’ingresso nell’ambulanza messa a disposizione dal comitato provinciale della Croce rossa italiana.  A salutarla c’erano il direttore generale Salvatore Giuffrida, il direttore sanitario Diana Cinà, il direttore dell’Uoc di Malattie Infettive Carmelo Iacobello e il coordinatore infermieristico Franco Licciardello. La signora era entrata in ospedale per una frattura al femore proprio il giorno di Pasqua mentre era positiva al Covid-19. È stata tenuta in isolamento fino all’intervento chirurgico e, successivamente, ricoverata in Rianimazione. E dopo due tamponi negativi consecutivi, la signora ha lasciato il reparto di isolamento delle Malattie infettive per fare rientro a casa, dove l’aspetterà un periodo di riabilitazione.

“La paziente è arrivata con una frattura all’anca – ha detto Carmelo Iacobello direttore dell’Uoc di Malattie Infettive dell’ospedale Cannizzaro di Catania – ma avendo saputo che era Covid positiva è stato approntato tutto il percorso migliore e protettivo sia per i pazienti ricoverati in ortopedia sia per i sanitari che l’hanno avuta in cura.  La paziente – conclude – i riempie di soddisfazioni è la dimostrazione che un lavoro e una gestione multidisciplinare  è in grado di dare al paziente un esito molto favorevole”

“È stato evidente quel senso di appartenenza di gruppo – ha detto Diana Cinà, direttore sanitario – l’organizzazione, l’umanità che è stata dimostrata nei confronti di questa persona in particolare ma di tutti coloro che sono stati ricoverati a causa del virus che in realtà ha sconvolto tutti quanti”.

“Il sistema sanitario sta funzionando – ha detto Salvatore Giuffrida, direttore generale – lo sta dimostrando e queste sono le dimostrazioni più tangibili. Quando l’impegno del medico, dell’infermiere, dall’ausiliario e di tutta la macchina sanitaria – conclude – riesce a dare queste risposte, questo è il miglior ripago per tutto quello che è stato fatto”.