Carne di agnello. Carcasse di agnelli, ossa e interiora per terra, oltre a carni non tracciate e potenzialmente pericolose per la salute. Una macelleria, abusiva, degli orrori quella scoperta a Saviano, nel Napoletano, dai carabinieri. Il proprietario del terreno, improvvisatosi “macellaio”, deve ora rispondere di macellazione abusiva.

Una vera e propria macelleria degli orrori quella scoperta dai carabinieri a Saviano, nella provincia di Napoli: carni non tracciate e potenzialmente pericolose per la salute, mentre tutto attorno una scena quasi inverosimile, con carcasse di agnelli, ossa e interiora adagiate sul terreno, alcune delle quali date alle fiamme come forma di “smaltimento rifiuti”. Uno scenario incredibile quello che si è posto davanti agli occhi dei carabinieri intervenuti all’interno del laboratorio “clandestino”.

Il tutto era stato infatti allestito su un terreno di proprietà del “macellaio”, che senza alcuna autorizzazione si era messo a trattare carni perlopiù ovine, con ogni probabilità prossime ad essere vendute per le imminenti festività pasquali. L’uomo, un 56enne del posto, è ora finito nei guai: dovrà rispondere all’autorità giudiziaria del reato di macellazione clandestina. Anche un altro uomo è stato sanzionato: si tratta di una persona che non ha saputo giustificare la sua presenza sul posto, considerando anche i divieti imposti dalle normative per arginare la diffusione del coronavirus. Con ogni probabilità si trattava infatti di un cliente in “attesa” di comprare della carne. Non è il primo caso di “laboratori” per la macellazione abusiva scoperti dalle forze dell’ordine nella medesima zona: a Marigliano, appena a fine gennaio, era stato scoperto un simile laboratorio nel seminterrato di un XMRsuini. In quell’occasione finì nei guai anche un 59enne di Cicciano, che stava macellando assieme all’altro uomo, tenendo anche le carni in pessimo stato di conservazione.