Carabinieri Piacenza, 37enne accusa. Nuove accuse di abusi nei confronti dei carabinieri della caserma Levante di Piacenza arrestati nell’ambito dell’operazione Odysseus: un 37enne di origine albanese ha presentato denuncia per abuso di autorità, minacce aggravate, violenza privata e falso. “Mi hanno gonfiato di botte e minacciato i miei genitori. ‘Devi soffrire’, ha detto uno di loro”. Intanto, il Gip Luca Milani ha confermato il carcere per i militari fermati al termine degli interrogatori di garanzia.

Botte, minacce agli anziani genitori e un verbale di arresto con circostanze “completamente inventate”. Spuntano nuove accuse di abusi nei confronti dei carabinieri della caserma Levante di via Caccialupo a Piacenza, al momento sotto sequestro, che sono stati arrestati al termine della cosiddetta operazione Odysseus, condotta dalle Fiamme Gialle e coordinata dalla procuratrice Grazia Pradella, con accuse pesantissime per i militari coinvolti, dallo spaccio di droga alle torture, dalle estorsioni alle lesioni personali. Il nuovo presunto caso di violenza risalirebbe allo scorso mese di aprile: il protagonista della vicenda è un 37enne di origine albanese, difeso dall’avvocato Antonino Rossi, che ha raccontato quanto subito dal suo cliente al quotidiano Libertà.

“Il mio assistito è stato picchiato, gli anziani genitori minacciati e tutte le circostanze evidenziate nel verbale di arresto sono inventate”, ha detto l’avvocato, che ha anche affermato di aver presentato denuncia per abuso di autorità, minacce aggravate, violenza privata e falso. Il 3 aprile scorso l’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Piacenza perché in casa aveva un chilo e quattrocento grammi di marijuana.”In via Caccialupo – ha ricordato il 37enne al giornale piacentino – mi hanno trattato di m***, non mi hanno voluto dare nemmeno un po’ di acqua e zucchero. ‘Devi soffrire’, ha detto uno di loro. Voglio però dire che, dopo, nella caserma in via Beverora (sede del comando provinciale) ho incontrato persone molto diverse”.

Lo stesso legale sta valutando anche la revisione del processo per un italiano, che racconta una storia del 2011, quando venne arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, nel corso del suo addio al celibato. “Montella (l’appuntato finito ora in carcere) mi tirò già dalla macchina di forza, mi ammanettò e mi prese a spintoni e calci. Poi in caserma mi gonfiarono di botte per un quarto d’ora. Al processo per direttissima i carabinieri arrivarono in tribunale fasciati, sembrava che fossi stato io a picchiarli. Ma non è andata così. Non ho mai denunciato perché avevo paura”, ha spiegato. Intanto, il gip Luca Milani, al termine degli interrogatori di garanzia, ha deciso di confermare il carcere per i militari arrestati nell’ambito dell’operazione Odysseus, anche se si è attenuta il rischio che commettano ulteriori reati, dal momento che sono stati sospesi dal servizio, per il pericolo di inquinamento probatorio.