Cagliari, la guerra di pazienti e genitori dei bimbi del Microcitemico. L’ospedale passa dal Brotzu all’Assl, associazioni di malati e mamme e papà già in trincea: “Sarà pieno caos, dove finiranno le nostre cure e i medici? Lasciate tutto così com’è, basta con giochi di poltrone”.

Paura e rabbia. Sono questi i due sentimenti principali che stanno vivendo i presidenti delle associazioni dei malati e gli stessi pazienti del Microcitemo di Cagliari. Con la riforma sanitaria promossa dal centrodestra regionale, infatti, l’ospedale di via Jenner passerà dal controllo del Brotzu a quello dell’Assl. La tensione è già molto forte: oggi c’è stata un’assemblea nella salta Thun dell’ospedale pediatrico, organizzata dalle associazioni dei malati, per fare il punto della situazione. Con un unico ordine del giorno: “Difendiamo il Microcitemico, i pazienti non sono dettagli. La sanità non è una partita a risiko, i nostri ospedali non sono pedine”. Un messaggio, per quanto non lunghissimo, chiarissimo, di bocciatura della riforma partorita dalla Giunta Solinas. C’è chi teme di dover dire addio alle cure, chi ha il timore di perdere quei medici che, per tanti anni, sono stati un sicuro punto di riferimento e chi, ancora, getta ombre sulla gestione futura dell’ospedale.

Laura Pisano, presidentessa della onlus L’Altra Cicogna, è netta: “Sono contraria perchè usciamo da anni di accorpamento iniziale col Brotzu. Finalmente si stavano riuscendo a gestire i percorsi e i processi per una collaborazione, veniamo sbattuti in una Assl che non esiste. La mia onlus si occupa di fecondazione assistita e di patologie genetiche dal 1997”, afferma. Che danni può portare questo cambio di gestione? “Dobbiamo capire dove stiamo andando. I bimbi che vengono a fare visite di oncoematologia pediatrica o betatalassemia, dove verranno seguiti? Sono malattie complesse che hanno necessità di collaborazione importante. È uno smantellamento perchè vogliono modificare la più grande azienda sanitaria della Sardegna. Businco, Microcitemico e Brotzu sono tre realtà di interesse regionale, siamo stati per trent’anni, con professor Cao, ai vertici della ricerca scientifica. Perdiamo i medici, perdiamo tutto. Da tempo non si fanno investimenti in termini di risorse umane. Devono ripensarci e ascoltarci, non possiamo pensare che ci sia una riforma che mette al centro solo le poltrone di otto Assl, vale la pena mettere a rischio la salute dei sardi per gli appetiti della politica?”. Contrario anche Matteo Pusceddu, numero uno della onlus Thalassazione: “Protestiamo perchè il Microcitemico viene staccato dall’azienda Brotzu, ci sono percorsi di assistenza già in corso e sinergie con l’Oncologico. Vediamo solo svantaggi, la farmacia dell’Oncologico distribuisce i farmaci, staranno in due aziende diverse, come funzionerà? Abbiamo 300 iscritti, come verrà presa in carico la cura della talassemia dall’Assl? È stata una scelta calata dall’alto”, osserva, “un salto nel buio col quale non si tiene conto delle necessità dei pazienti e che segue quanto fatto cinque anni fa. Col Brotzu le cose stavano ingranando. Lancio un appello: tenete conto delle reali esigenze dei pazienti e non della spartizione del potere. Ripensateci, continueremo a protestare”. Annetta Crisponi, 56enne di Sestu, è madre di due ragazzine: “Tutta la mia esperienza di mamma si è svolta dentro il Microcitemico, da quando mi è stato diagnosticato di essere una portatrice sana di betatalassemia a quando sono rimasta incinta e ho fatto la diagnosi prenatale, avvalendomi di ginecoloca e psicologa. Le mie figlie sono state controllate sin dal primo giorno, se le ho messe al mondo è perchè ho potuto contare su quest’ospedale, creato da professor Cao perchè i sardi avessero un luogo a disposizione per combattere una patologia genetica diffusa in Sardegna. La riforma sottrae l’ospedale al Brotzu senza una motivazione. Non si parla dei bisogni dei pazienti, che senso ha fare tutto questo?”.