Cabiate, bimba di 18 mesi morta: “Violentata e picchiata ripetutamente per diversi giorni”

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Cabiate, bimba di 18 mesi morta: “Violentata e picchiata ripetutamente per diversi giorni”.

Cabiate, bimba di 18 mesi morta: “Violentata e picchiata ripetutamente per diversi giorni”. “È stata picchiata ripetutamente per giorni prima di morire”: a dirlo è l’autopsia del medico legale di Bergamo a cui è stato affidato il caso della bimba di 18 mesi morta a Cabiate, in provincia di Como, l’11 gennaio scorso. Proprio l’esame del medico ha incastrato il compagno della madre, accusato di aver ucciso e violentato la piccola.

“È  stata ripetutamente picchiata, non solo il giorno della morte, ma anche in precedenti circostanze”: è il riscontro del medico legale di Bergamo a cui è stato affidato l’incarico di eseguire l’autopsia sulla piccola di 18 mesi, morta l’11 gennaio scorso a Cabiate in provincia di Como. Ed è stata proprio l’autopsia a far scattare le manette nei confronti del compagno della madre della piccola che è accusato di averla uccisa e violentata.

Le violenze avvenute nei giorni precedenti

Stando a quanto riportato dal giornale “Il Giorno”, nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Antonio Giudici sono elencati i punti critici riscontrati dal medico legale, tra cui un ematoma vicino all’orecchio e un trauma cranico: “La piccola è stata picchiata nonché violentata in epoca prossima a quel tragico pomeriggio”. Per il medico infatti i segni riscontrati sul corpo della bimba sono riconducibili ad atti di violenza avvenuti nei giorni precedenti la morte. Una vicenda tragica che al momento vede come unico presunto responsabile il compagno della madre. Stando a una prima ricostruzione, l’uomo viveva con la donna e la bambina da circa tre mesi.

Il medico legale: Lesioni non compatibili con attività ludiche o accidentali
Solitamente era la nonna a occuparsi della bimba quando la madre andava a lavorare. Solo di rado, veniva affidata alle cure del compagno. In quel tragico pomeriggio, l’uomo dopo aver chiamato la donna affermando che la piccola avesse iniziato a star male, è stata immediatamente avvertita la nonna affinché andasse a controllare. Anche a lei – come raccontato poi ai carabinieri – il 25enne ha parlato dell’incidente con la stufetta: “Ha pianto pochi minuti e poi si è addormentata sul divano quando ho tentato di svegliarla mi sono accorto che respirava a fatica e che aveva vomitato”. Sempre il 25enne ha affermato di aver sentito un rumore alle sue spalle e aver visto la stufetta rotta a terra. A incastrare il compagno è stata quindi l’autopsia che ha mostrato come le lesioni riportate dalla bambina non siano compatibili con attività ludiche o accidentali, ma con violenze ripetute nel tempo e nel giorno della morte.

Cabiate, Sharon morta dopo essere stata picchiata e violentata: “Il corpo martoriato da lesioni”. Robert Marincat, 25 anni, è accusato di aver maltrattato e violentato sessualmente la piccola Sharon, di appena 18 mesi, morta nell’ospedale di Bergamo a seguito di gravissime lesioni avvenute nella casa dell’ex compagna a Cabiate, in provincia di Como. L’esito dell’autopsia ha fatto sì che il Gip parlasse di “vero contesto dell’orrore”.

Si chiama Gabriel Robert Marincat, l’uomo accusato di aver abusato e picchiato – uccidendola – la piccola Sharon di appena 18 mesi a Cabiate in provincia di Como. La bimba è morta l’11 gennaio scorso dopo essere stata trasportata in condizioni critiche all’ospedale di Bergamo. Al momento le indagini sono ancora in corso, ma a seguito dell’autopsia sono scattate le manette nei confronti del 25enne.

Il corpo martoriato da gravissime lesioni

Sul corpo della vittima sono infatti state trovate molteplici e gravissime lesioni. Secondo l’esame, le ferite e il trauma cranico sono conseguenza di ripetuti maltrattamenti – avvenuti anche nei giorni precedenti la morte – e non causate da un incidente o attività ludiche. Marincat infatti l’11 gennaio aveva chiamato la madre della bambina (nonché sua compagna) affermando che Sharon, mentre stavano giocando, si fosse tirata addosso una stufetta. L’avrebbe poi messa a dormire e alle 18 avrebbe provato a svegliarla, ma l’avrebbe trovata in difficoltà respiratoria e con del vomito sulla maglietta. Parole che ha riportato anche alla nonna, allertata dalla compagna, e ai carabinieri.

Il pericolo di fuga
Sempre dall’autopsia è emerso che Sharon sia stata violentata sessualmente. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti parlato di un “contesto di assoluto orrore”: “Le relazioni preliminari del medico legale hanno smentito le dinamiche inizialmente riferite. Queste hanno portato a ritenere che la piccola sia stata ripetutamente picchiata non solo nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio e anche violentata in un epoca prossima a quel tragico pomeriggio”. L’arresto per maltrattamenti e violenza sessuale è stato dovuto, non solo dall’esito dell’autopsia disposta dalla Procura di Como, ma anche da un allontanamento dalla casa della compagna che ha fatto pensare a un pericolo di fuga. I carabinieri infatti lo hanno trovato nell’appartamento della madre a Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e Brianza. Tra cinque giorni, Marincat sarà interrogato dal gip dove fornirà la sua versione dei fatti.

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