Bologna. Meno dell’1% degli operatori sanitari è positivo al Coronavirus. Francesco Saverio Violante, direttore della Medicina del lavoro: “Saranno sottoposti al tampone. Siamo un po’ sorpresi, ma serve prudenza, siamo all’inizio”.

Una bella sorpresa arriva dai test sierologici fatti su medici e infermieri degli ospedali di Bologna: meno dell’1% degli operatori è positivo al Coronavirus. Al momento solo 7 su 1.079 sono risultati positivi, come riporta il Resto Del Carlino. Gli esami andranno avanti per tutti i prossimi giorni e coinvolgeranno 15mila dipendenti, tra Ausl, Sant’Orsola e Rizzoli, e altre 3mila persone, tra medici di medicina generale, medici di guardia, specialisti ambulatoriali, operati di Cra, ossia case di residenza anziani e case di riposo. Siamo relativamente un po’ sorpresi dal trovare meno positivi di quelli che ci aspettavamo – dice Francesco Saverio Violante, direttore della Medicina del lavoro del Sant’Orsola con incarico interaziendale – non raggiungiamo neppure l’1%. Comunque, serve prudenza, perché siamo solo all’inizio. Tireremo le somme alla fine. Bisogna anche sottolineare che gli operatori sanitari sono addestrati. Abbiamo iniziato gli esami partendo dalle terapie intensive e dei reparti Covid, tenendo conto di quella che si chiama analisi del rischio. Tuttavia, da domani (oggi, ndr) capiremo se ci troviamo di fronte anche a dei falsi negativi”.

Tamponi
Violante precisa che ai tamponi sono invece risultati positivi finora 250 operatori, su diverse centinaia testati. “Una percentuale del 2%. La differenza con i test sierologici era prevedibile – precisa Violante – perché, in questo caso, siamo partiti da chi ha avuto contatti con malati e dai sintomatici”. Del resto, Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, sottolinea che i test sierologici hanno una funzione “più di tipo epidemiologico, perché svelano come si sta distribuendo la pandemia”. E per questo, nelle prossime settimane, partiranno anche quelli sulla popolazione.

Mascherine obbligatorie
Violante si dice d’accordo con le misure adottate inLombardia: mascherine obbligatorie quando si esce di casa. “L’infezione è aerostrasmessa e noi non riusciamo a identificare i soggetti asintomatici” spiega. “Quindi, se tutti indossano le mascherine chirurgiche, le avranno anche i soggetti che espandono il virus e così la popolazione è protetta. Però bisogna riflettere sui materiali”. Anche perché se non vengono prodotte con materiali idonei (la filtrazione batterica deve raggiungere almeno il 95%) servono a poco”.