Secondo le accuse, la donna avrebbe lasciato solo sei ore a letto un ex finanziere di 88 anni con 40 gradi. Nei guai anche la collega, poi prosciolta dall’accusa di circonvenzione d’incapace, per il testamento: l’anziano ha lasciato tutti i suoi averi a lei.

16 luglio 2015. Novello Baldrati, 88 anni ed ex finanziere, con problemi fisici e da tempo a letto, viene trovato dalla badante, che sostituiva la titolare in quei giorni in vacanza, in stato comatoso dentro la sua abitazione di Bologna. Sei ore lasciato da solo, secondo le accuse, con 38-40 gradi. Viene dato l’allarme e l’anziano è subito trasportato in ospedale, dove però, il 29 di quello stesso mese muore. Entrambe le badanti finiscono a processo: una per abbandono di persone incapaci, l’altra (che da anni seguiva l’anziano)per circonvenzione d’incapace. “Ci sono molte cose strane in questa vicenda”, spiega l’avvocato Paola Baldrati, parte civile per i parenti del pensionato. “Quando morì il pensionato firmò un testamento olografo con disposizione di lasciare tutto alla badante”. Testamento impugnato dai parenti dell’uomo.

Intanto  la badante-erede è stata sentita come testimone nel processo alla collega e assistita in udienza dall’avvocato Ellero Cornacchia, in quanto coimputata nell’altro procedimento: “Dove però – sottolinea il suo legale – è stata prosciolta perché il fatto non sussiste e nulla ha a che vedere con le accuse”. La donna aveva sostituito la badante che da anni seguiva Baldrati, che nel frattempo era in ferie in Polonia. Ma ora nei suoi confronti è stato aperto un fascicolo tutto nuovo dal pubblico ministero Antonello Gustapane, con l’ipotesi di reato di abbandono di persone incapaci. Ovvero per quelle sei ore in cui l’anziano venne lasciato solo, a letto, con 40 gradi in casa. “Tutte circostanze – spiega il suo avvocato Karen Raffa – da chiarire”. Si torna in aula il 5 febbraio in attesa di sentire la versione dell’imputata, al momento irrintracciabile in Polonia