Bimba uccisa a Cisliano: la madre non risponde alle domande del giudice

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Bimba uccisa a Cisliano: la madre non risponde alle domande del giudice.

Bimba uccisa a Cisliano: la madre non risponde alle domande del giudice. Non ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari durante il primo interrogatorio di questa mattina Patrizia Coluzzi, la madre di 41 anni accusata di aver ucciso la figlia di 2 anni la sera del 7 marzo. Si è limitata a scrivere qualcosa su un bigliettino mostrato al suo avvocato. È attesa nelle prossime ore invece la decisione del giudice Carlo Ottone De Marchi sulla convalida del fermo e sulla custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero. Intanto i suoi legali della donna hanno chiesto che vada agli arresti domiciliari in un luogo di cura.

È rimasta in silenzio Patrizia Coluzzi durante il suo primo interrogatorio questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari. Non è riuscita a parlare la madre di 41 anni accusata di aver ucciso la figlia di 2 anni la sera del 7 marzo. È attesa nelle prossime ore invece la decisione del giudice Carlo Ottone De Marchi sulla convalida del fermo e sulla custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero di Pavia Stefano Ammendola. La donna si trova ora nella casa circondariale di San Vittore a Milano dove è stata trasferita dopo un breve ricovero in ospedale a causa di alcune lievi ferite che si è provocata la notte dell’omicidio. Patrizia Coluzzi è accusata di omicidio aggravato dal vincolo della discendenza: durante il primo interrogatorio – avvenuto da remoto – si è limitata però a scrivere qualcosa su un figlio senza rilasciare spontanee dichiarazioni al giudice, mentre i suoi avvocati difensori Valentina Cristalli e Ilenia Peotta hanno chiesto gli arresti domiciliari in un luogo di cura.

Qualche mese fa la donna avrebbe tentato il suicidio

Secondo le indagini, la donna dopo aver ucciso la piccola, morta per soffocamento come ha confermato anche l’autopsia di ieri 9 marzo, ha cercato di ferirsi, mentre aveva tentato un suicidio lo scorso novembre assumendo degli psicofarmaci. Resta infatti da capire come si stato possibile che la donna avesse ancora la custodia della piccola dal momento che già gli altri due figli – due gemelli avuti dal precedente compagno – vivevano con il padre.

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La donna avrebbe voluto vendicarsi dell’ex marito
In questi giorni la donna in carcere è seguita anche da uno psichiatra: ieri, ancora in stato di choc, avrebbe ripetuto “Dov’è Edith? Cosa le è successo?”. La notte dell’omicidio invece la donna ha sparso per la casa alcuni messaggi scritti su pezzi di carta: “Scusa piccola ma non potevo permettere che restassi nelle sue mani da sola”, aveva scritto come ultimo messaggio alla figlia di 2 anni. La donna fa riferimento all’ex marito dal quale si stava separando. Tra moglie e marito i rapporti erano tesi: la donna aveva presentato tre denunce per maltrattamenti, ma il marito aveva risposto con una denuncia per calunnia. Il passato e il presente della coppia resta ancora un punto interrogatorio delle indagini. Secondo gli inquirenti, la 41enne avrebbe voluto vendicarsi in quanto il marito, padre della bimba di due anni, non voleva più proseguire la relazione con lei: “Un’azione terribile e incomprensibile – si legge nelle carte – attuata forse per colpire l’uomo nel suo punto più vulnerabile, la figlioletta alla quale era fortemente legato”.

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