Bielorussia, scomparsa Maria Kolesnikova. Intervista a Matsvey Bialiai, membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa, dopo il rapimento di Maria Kolesnikova: “Lei è la nostra leader, stavamo fondando assieme il primo partito di opposizione a Lukashenko. Tantissimi manifestanti sono scomparsi improvvisamente, alcuni sono morti. Putin? Non deve interferire nei nostri affari, non vogliamo essere annessi alla Russia”.

Matsvey Bialiai è membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa, nonché il coordinatore del gruppo di iniziativa per la nomina presidenziale. Insieme a Svetlana Tikhanovskaya, Maria Kolesnikova e Veronika Tsepkalova è uno dei fondatori del neonato partito Vmeste – insieme, in bielorusso – figlio delle proteste di queste settimane, in seguito alle contestatissime elezioni dello scorso 9 agosto, che avevano decretato la schiacciante vittoria del presidente uscente Alexandr Lukashenko. Assieme a Maria  Kolesnikova, che a differenza della candidata presidente Svetlana Tikhanovskaya, era rimasta in Bielorussia dopo le elezioni, Matsevy stava raccogliendo le firme per far dimettere i deputati che non rappresentano e non sostengono il popolo bielorusso. Fino a ieri mattina, quando Maria, mentre la sua auto transitava su via Lenin, nel centro di Minsk, nei pressi del museo nazionale d’arte bielorusso, è stata affiancata e caricata su un van nero da uomini in borghese. Di lei, da allora, non si hanno più notizie: “Sono molto preoccupato per lei. come del resto lo è tutto il popolo bielorusso – spiega Bialai in esclusiva. È come perdere qualcuno vicino, un parente o un amico”.

Maria Kolesnikova non era solo una parente, o un’amica, però….
Maria Kolesnikova è oggi la leader della nazione bielorussa. Centinaia di migliaia di persone si riuniscono alle sue riunioni di massa e le persone sono felici di vederla. Oggi incarna l’opposizione delle donne. È lei che il 30 agosto di fronte alle forze di polizia speciali OMON e ha detto: “Chiama qui il tuo capo” agli agenti. Una vera leader.

Ho letto un’intervista con la candidata presidente dell’opposizione, ora rifugiata in Lituania, Svetlana Tikhanovskaya, in cui diceva che molti manifestanti erano scomparsi in Bielorussia. Puoi confermare questa informazione? Ci sono persone che conosci tra gli scomparsi?
Nel nostro paese ci sono centinaia di violazioni della legge che non sono spiegabili. Le persone vengono picchiate e uccise. Il 5 settembre Aleksey Demidov è stato ucciso a Minsk. Sua madre ha detto che c’erano molti lividi su di lui e la parte posteriore della sua testa era stata perforata. L’affermazione di Tikhanovskaya sul gran numero di persone scomparse è vera. Conosco casi specifici.

Cosa chiedete ad Alexander Lukashenko durante le manifestazioni di protesta? Cosa ti aspetti di ottenere?
Le proteste sono in corso in tutto il paese. Ad esempio, più di centomila persone sono uscite ieri a Minsk, nonostante il tempo piovoso. La nostra principale richiesta, ovviamente, sono le dimissioni di Alexander Lukashenko dalla carica di Presidente della Repubblica di Bielorussia.

Pensi di lasciare la Repubblica di Bielorussia, per paura di essere rapito?
L’idea di lasciare la Bielorussia è nella mente di molti bielorussi che hanno perso il lavoro o hanno dovuto lasciare l’università. Però resterò qui fino alla fine e farò tutto ciò che è in mio potere. Chiunque protesti e si opponga a Lukashenko viene mandato in prigione, da Babariko a Tikhanovsky, ma sebbene lo sappiamo siamo lo stesso in piazza Faremo del nostro meglio, come ha fatto una volta Kastus Kalinovsky (rivoluzionario bielorusso di fine 800, impiccato dai russi, ndr) per la Bielorussia.

Cosa ne pensate dell’annessione della Repubblica di Bielorussia alla Russia, paventata nei giorni scorsi in seguito a un incontro tra Putin e Lukashenko?
Purtroppo Alexander Lukashenko ha firmato un accordo con la Russia sull’introduzione di una moneta comune e la creazione di qualche unione, mentre i bielorussi vogliono essere indipendenti. Non vogliamo una scissione, come è successo in Ucraina. Vogliamo mantenere la nostra integrità.

Cosa ne pensate di Putin?
Crediamo che Putin non debba interferire nei nostri affari. Non vogliamo vedere l’esercito russo nelle nostre strade. A luglio sono andato a un incontro con Alexey Navalny. Ha espresso solidarietà al popolo bielorusso. E noi gli esprimiamo la nostra solidarietà e gli auguriamo una pronta guarigione.

Senti il ​​sostegno dei paesi dell’Ue e dei loro leader?
I Paesi dell’Unione europea hanno introdotto sanzioni contro le persone che violano le leggi della Repubblica di Bielorussia. Ma questa è solo una goccia nell’oceano. Comprendiamo che dobbiamo creare la nostra storia da soli. Ma siamo persone pacifiche, usciamo per le strade senza protezione, ci picchiano, ci sparano, ci rubano. Non sappiamo come affrontarlo. Siamo molto grati all’Unione europea. Ci auguriamo vivamente che troveremo una lingua comune sia con l’Unione europea che con la Russia e resteremo una Repubblica indipendente di Bielorussia. Oggi i bielorussi si sentono senza speranza. Possiamo solo manifestare pacificamente contro la forza. Ma resisteremo per vincere.

Bielorussia, leader opposizione arrestata al confine con Ucraina. La Guardia di frontiera bielorussa ha confermato l’arresto, al confine con l’Ucraina, dell’oppositrice Maria Kolesnikova. Anton Bichkovski, responsabile del corpo, ha affermato che la donna è stata fermata mentre tentava di uscire dal Paese insieme al portavoce del Consiglio di coordinamento dell’opposizione, Anton Rodnenkov, e a Ivan Kravtsov, segretario esecutivo dello stesso organismo.

I tre hanno cercato di attraversare il confine a bordo di una Bmw intorno alle 5 di questa mattina e sono stati arrestati, dopo aver accelerato alla vista di un militare. Secondo Bichkovski, Kolesnikova è stata arrestata, mentre Rodnenkov e Kravtsov hanno passato il confine e sono entrati in Ucraina. Secondo un responsabile dell’Agenzia delle frontiere bielorussa, citato dall’agenzia BelTa, i due uomini sono stati fermati in territorio ucraino.

L’oppositrice – l’ultima delle tre donne che avevano guidato il fronte contro Aleksander Lukashenko rimasta in Bielorussia – era stata portata via ieri mattina a Minsk da un commando di uomini incappucciati, che l’avevano fatta salire su un minibus. La polizia di Minsk aveva smentito di averla arrestata.

Intanto, la leader bielorussa dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, attualmente in esilio, chiede alla comunità internazionale di esercitare pressioni ed imporre sanzioni contro il presidente Lukashenko e i funzionari coinvolti nella repressione degli oppositori. “Il mio Paese, la mia nazione, il mio popolo hanno bisogno di aiuto – ha detto – servono pressioni internazionali su questo regime, su questo individuo che disperatamente si aggrappa al potere. Servono sanzioni sugli individui che emanano ed eseguono ordini criminali che violano le norme internazionali e i diritti umani”, è l’appello della Tikhanovskaya, che ha chiesto anche l'”immediata liberazione di tutti i detenuti politici”.