A distanza di quattro mesi dall’inchiesta che ha portato alla luce i maltrattamenti all’interno della casa di riposo Fondazione Scola di Besana Brianza, sono partiti i procedimenti disciplinari per 12 assistenti sanitari: in sette sono stati licenziati, quattro sono stati sospesi, mentre uno si è dimesso.

“Fai schifo”, “ma quando muori?”, “Adesso qui ci vorrebbe un’insulina fatta bene…”. Sono solo alcune delle frasi pronunciate da cinque assistenti sanitari nella casa di riposo Fondazione Scola agli anziani degenti di Besana Brianza al centro di un’inchiesta che ha portato alla denuncia degli stessi, accusati di schiaffeggiare, strattonare e spintonare oltre a insultare e minacciare di morte gli anziani ospiti della struttura. Ora, a distanza di circa quattro mesi dalla conclusione delle indagini coordinate dalla procura di Monza, la casa di riposo di via Cavour ha licenziato ben sette dipendenti e ne ha sospesi altri quattro, mentre un ultimo dipendente, una donna, si è dimessa perché coinvolta negli episodi dei presunti maltrattamenti.

Si divertivano a svegliare gli anziani gettando loro acqua in viso
Le indagini sono iniziate nell’agosto del 2018 dopo la segnalazione della stessa dirigenza della casa di riposo che insospettita da alcune voci e da alcuni indizi aveva informato i carabinieri di aver installato delle telecamere all’interno della struttura per controllare quanto accadeva. Una collaborazione tra forze dell’ordine e tra i responsabili della Fondazione Scola che ha permesso di individuare gli autori di quei maltrattamenti che spesso avvenivano anche per puro divertimento: le vittime, tutti anziani di età compresa tra gli 81 e i 99 anni, erano ospiti del reparto dei ricoverati per Alzheimer. Gli assistenti sanitari spesso “si divertivano” a scoprirli durante la notte e a svegliarli lanciando loro acqua sul viso. Scene raccapriccianti riprese dalle telecamere nascoste che hanno permesso di dimostrare quanto accadeva nella casa di riposo degli orrori.

La dirigenza: 12 i provvedimenti disciplinari
“Preso atto della documentazione e visionati i filmati, le direzioni, per quanto di competenza dal punto di vista giuslavoristico, hanno deciso d’intesa con il consiglio d’amministrazione di procedere all’apertura di procedimenti disciplinari per i dipendenti coinvolti sia nel procedimento penale che negli episodi di maltrattamento – ha esposto il presidente del cda Aldo Perego  – da ciò che è emerso sono stati aperti 12 provvedimenti disciplinari che, dopo aver garantito tutte le tempistiche previste dai contratti vigenti della Fondazione, hanno portato al licenziamento di 7 dipendenti e alla sospensione disciplinare per altri 4. Mentre un dipendente ha deciso di consegnare le dimissioni immediatamente dopo l’apertura del procedimento”.