“Aiutatemi a identificarli, dobbiamo fermare questi vermi”, ha scrittoi l’uomo su Facebook raccontando l’accaduto. Il figlio 15enne brutalmente pestato da gruppo di coetanei mentre era in spiaggia a Palese e costretto a ricorrere alle cure mediche in ospedale per un trauma commotivo alla testa.

“Mi rivolgo a tutti i genitori che mi conosco e anche a chi ha dei figli e sa cosa significa. Se qualcuno ha visto o sa qualcosa, vi prego, mi contatti in privato prometto che non farò nome, ma dobbiamo fermare questi vermi”. È l’appello lanciato attraverso il suo account Facebook dal padre di un ragazzo barese di 15 anni aggredito brutalmente e ferito in maniera seria da un gruppo di coetanei mentre era in spiaggia e costretto a ricorrere alle cure mediche in ospedale dove poi è stato ricoverato per la notte. L’aggressione  nel pomeriggio di martedì mentre l’adolescente si trovava sul cosiddetto “braccio” del porticciolo di Bari-Palese. Ad un certo punto sarebbe nato un diverbio con un gruppo di ragazzini che erano giunti dall’Hinterland barese. Dalle parole per presto si sarebbe passato alle mani con l’attacco e il pestaggio del 15enne davanti a tanti occhi di chi era presente ma non è intervenuto.

Il ragazzino è stato successivamente soccorso dai sanitari del 118, giunti sul posto in ambulanza a seguito di una chiamata di emergenza, e trasportato al pronto soccorso. I medici gli hanno diagnosticato un trauma commotivo alla testa e per questo, dopo le cure del caso per le altre ferite riportate, è stato ricoverato in osservazione. “Mio figlio nei pressi del braccio di Palese è stato pestato brutalmente, e ora è in ospedale sotto osservazione con il viso tumefatto e commozioni alla testa” ha scritto il padre. Fortunatamente, gli accertamenti hanno escluso conseguenze gravi per il ragazzino e i dottori alla fine hanno deciso di dimetterlo ma deve essere monitorato per problemi all’orecchio destro.

Il padre ha deciso di raccontare pubblicamente la storia per avere un aiuto nel rintracciare i responsabili. Il suo post è diventato virale in poco tempo con centinaia di commenti e condivisioni. “Pensate se fosse un vostro figlio o un vostro fratello: non voglio giustizia ma voglio che queste cose non succedano più a nessuno, perché il dolore di vedere un figlio conciato in quella maniera ti logora dentro” ha scritto l’uomo che oggi ha denunciato tutto anche ai carabinieri.