Bar Rafaeli condannata per frode fiscale. La top model Bar Rafaeli è stata ritenuta colpevole di frode fiscale nei confronti dello stato israeliano e dovrà scontare nove mesi di lavori obbligatori ai servizi sociali. Nello stesso procedimento condannata anche la madre che dovrà scontare invece 16 mesi di carcere. Dovranno pagare anche una multa complessiva pari a circa un milione e 250mila euro.

Nove mesi di lavori obbligatori per i servizi sociali, è questa la pena inflitta da un tribunale israeliano alla top model Bar Rafaeli, ritenuta colpevole di frode fiscale nei confronti dello stato. La vicenda risale diversi anni fa, quando la giovane modella rivendicò la sua residenza negli Stati Uniti per evitare di pagare le tasse locali, ma tra rinvii e ricorsi si è protratta fino ad ora con la condanna della modella. Bar Refaeli dovrebbe iniziare il suo periodo ai servizi sociali subito dopo il Capodanno ebraico e cioè dal 21 settembre prossimo, norme anticovid permettendo visto che il Paese sarà di nuovo in lockdown. “È una vicenda che risale ad un periodo in cui avevo poco più di 20 anni. Oggi sono cambiata e posso garantire che è l’ultima volta che mi trovo fra le mura di un tribunale” ha commento durante il procedimento giudiziario la modella.

Bar Rafaeli, la madre condannata a 16 mesi di carcere
Lo stesso tribunale israeliano ha confermato che nella vicenda delle tasse non pagate un ruolo chiave lo ha avuto la madre della modella, Zipi Refaeli, che è stata condannata invece a 16 mesi di carcere, che dovrebbe iniziare a scontare dalla prossima settimana. Per il giudice Dana Amir il suo ruolo è stato fondamentale perché la figlia tentasse di evitare di pagare le tasse in Israele. Secondo le autorità israeliane, però, il rapporto di Refaeli con l’attore americano Leonardo DiCaprio, con il quale ha avuto una lunga relazione, non si poteva qualificare come un “nucleo familiare” quindi la residenza era solo fittizia.

Multa da un milione e 250mila euro per Bar Rafaeli
Bar Rafaeli era stata arrestata per la prima volta nel dicembre del 2015 e poi scarcerata. Tra rinvivi e ricorsi si è arrivato a un patteggiamento col fisco che è stato convalidato ora in forma definitiva dal tribunale distrettuale di Tel Aviv. L’accordo, oltre alle condanne, prevede anche una multa complessiva di cinque milioni di shekel, circa un milione e 250 mila euro e il pagamento di tasse arretrate per 12,5 milioni di shekel, più gli interessi.