Autocertificazione. Nella fase due sarà sempre necessario esibire l’autocertificazione per uscire. Ma il governo non ha ancora spiegato chi sono i ‘congiunti’, a cui ogni cittadino, su tutto il territorio nazionale, può far visita. Potrebbe non servire comunque un nuovo modulo, perché i cittadini non saranno obbligati a inserire le generalità di parenti e amici.

La questione dei ‘congiunti’, emersa dall’ultimo dpcm firmato domenica scorso, non è ancora stata chiarita dal governo. Una spiegazione potrebbe arrivare nelle faq che dovrebbero essere pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio, dove potrebbe essere specificato chi sono i ‘congiunti’, a cui ogni cittadino, su tutto il territorio nazionale, può far visita, sempre indossando la mascherina e mantenendo una distanza di almeno un metro. Un’altra ipotesi è che il premier metta mano al testo del dpcm prima che questo venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale per circoscrivere esattamente la lista degli “affetti stabili”.

Le norme comunque entreranno in vigore il prossimo 4 maggio, e non si sa ancora come verrà superata l’impasse sul termine e se verrà dato spazio piuttosto alla responsabilità degli italiani, che per uscire dovranno sempre esibire un’autocertificazione, per non incorrere in sanzioni.

Fino ad ora, stando a quanto ha fatto trapelare il ministero della Salute, con ‘congiunti’ si intendono non solo i fidanzati, che si vanno ad aggiungere alle categorie indicate dall’articolo 307 del codice penale (e quindi ascendenti, discendenti, coniuge, parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti), ma anche agli amici: “Anche un’amicizia può essere un affetto stabile, come un fidanzato – ha spiegato il viceministro alla Salute Sileri in un’intervista – se è considerato un amico vero e non è una scusa. Se io incontrassi un amico caro ora, dopo tre mesi, lo abbraccerei e ci scapperebbe pure una lacrimuccia. Serve il buonsenso, questo è un periodo di transizione, servono le regole per far capire che non è un liberi tutti”.

Come spiegano oggi Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul ‘Corriere della Sera’, non ci sarà un nuovo modulo dell’autocertificazione per circolare, perché i cittadini non dovranno comunque inserire le generalità di parenti e amici. Sarà invece il Viminale con una circolare a chiarire i dubbi legati alle nuove norme e alle modalità di compilazione dell’autocertificazione. La nuova direttiva in questione dovrebbe arrivare entro il primo maggio. Secondo quanto riporta il Corriere della sera, se verrà scelta questa strada, al momento del controllo da parte delle forze dell’ordine basterà barrare la voce ‘assistenza ai congiunti’, anche se non ci sono motivi di urgenza. Di parere opposto è Alessandra Ziniti su ‘la Repubblica’, secondo cui il modulo dell’autocertificazione cambierà comunque.

E intanto si moltiplicano gli appelli, per chiedere all’esecutivo una maggiore elasticità nell’applicazione della norma. “Il controllo sarà molto complicato. Credo che bisogna anche fidarsi delle persone, se non ci fidiamo tutto diventa opinabile e non andiamo avanti. Ci vuole comunque un appello al buon senso e responsabilità. Siamo tutti responsabili”, ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella.