Asimo va in pensione, quale sarà il futuro dei robot umanoidi?

0

Termina il progetto di uno degli automi più famosi della storia, ma la sua eredità permane e le tecnologie sviluppate in questi anni trovano già numerose e interessanti applicazioni

La notizia del pensionamento dell’androide Asimo di Honda stimola sensazioni contrastanti. Da un lato, un po’ di inevitabile nostalgia per uno dei progetti di robot umanoidi più famosi e discussi, nel bene e nel male. Dall’altra, un po’ di incertezza sul futuro di questo segmento della tecnologia. La fine di questo progetto significa anche il fallimento dell’intero settore?

In realtà, considerare un fallimento la morte di Asimo è improprio perché è attraverso la sua dipartita che affiora quanto di buono e lodevole ha raggiunto finora. Una buona parte della tecnologia dietro questo celeberrimo autuma, infatti, continuerà a vivere andando ad implementarsi in altri progetti. E il settore dei robot umanoidi (o comunque sia ispirati alla natura) non è affatto deceduto.

La storia di Asimo

1417108786 Asimo

Ma torniamo indietro a fine secolo scorso con la prima versione di Asimo, che è del 2000, nata da prototipi ideati sin dagli anni ’80. Il suo nome è sia un omaggio ad Isaac Asimov sia acronimo di Advanced Step in Innovative MObility.

Alto 120 centimetri per 54 chili poteva camminare per una velocità di 1,6 chilometri all’ora e la batteria durava 30 minuti. L’ultima versione presentata è del 2011 ed è alta 130 centrimetri ma più leggera (48 chili) e più veloce, visto che poteva sgambettare fino a 9 chilometri all’ora. Anche la batteria aumentava in autonomia raggiungendo un’ora. Infine, il robot poteva riconoscere volti e comprendere rudimentali comandi in inglese e giapponese.

https://www.youtube.com/watch?v=YruAOxWG5uU

Celeberrime le sue apparizioni e le sue esibizioni, per esempio giocando a calcio con Barack Obama oppure in diretta tv nel programma americano Kelly and Michael. Sono passati alla storia, ancora di più, i momenti più failcome la celeberrima caduta dalle scale (vedi video) durante una delle prime uscite pubbliche.

L’eredità di Asimo

Asimo saluta

Scivoloni a parte, la dote di Asimo è preziosa. L’esempio più emblematico dell’eredità dell’automa è il sistema di locuzione che è già applicato a sistemi di riabilitazione attraverso esoscheletri che aiutano i pazienti con difficoltà di deambulazione. Il nome di questa tecnologia è Walking Assist.

Al contempo, si utilizzeranno altre tecnologie di Asimo per sistemi di trasporto intelligenti come le moto autobilancianti parte del progetto Uni-Cub. È un po’ come se il piccolo Asimo fosse stato smembrato, si potrebbe dire anche saccheggiato, per scopi più pratici che scenografici.

Tuttavia, il pensionamento di Asimo non significa che Honda abbia intenzione di abbandonare in toto il segmento dei robot. Il Ceo Takahiro Hachigo, lo scorso giugno 2017 durante l’Honda Meeting, ha affermato che i robot con intelligenza artificiale saranno infatti uno dei tre pilastri delle iniziative sulla mobilità e sulla vita quotidiana del progetto 2030 Vision che la società sta perseguendo. Gli altri due, per la cronaca, sono le soluzionienergetiche alternative e i trasporti smart.

Le applicazioni derivate dai robot umanoidi

Mani robotiche

È riduttivo e scorretto considerare i robot umanoidi come mera merce da esibizione per fiere e congressi. Molte delle tecnologie mostrate da questi progetti trovano applicazione per esempio in ambito protesico. Basti citare i numerosi esempi di mani artificiali robotizzate in grado di afferrare con forza e al contempo precisione oggetti di qualsiasi dimensione.

Le medesime tecnologie vengono anche impiegate in ambito industrialenei sistemi robotizzati delle grandi macchine utensili che possono lavorare ad altissima velocità e precisione offrendo anche un alto livello di sicurezza per il personale umano.

Grazie al netto miglioramento delle capacità delle reti neurali e dei sistemi di intelligenza artificiale, i sistemi robotizzati potranno migliorare in modo esponenziale le proprie capacità imparando dall’esperienza e dagli errori.

I robot umanoidi che raccolgono il testimone di Asimo

Little G

L’ultima versione di Asimo è del 2011 e sette anni sono un’eternità in ambito tecnologico. Ci sono numerosi colleghi molto più evoluti, veloci, precisi e anche spettacolare da guardare in azione.

Alcuni sono già al lavoro. Il colosso cinese Alibaba ha recentemente presentato un robottino maggiordomo che si occupa dell’assistenza per la domotica e un robo-corriere chiamato Little G che scorrazza ormai da tempo consegnando pacchi a Shenzhen.

Inoltre, la sua divisione di logistica Cainiao, che gestisce ogni giorno oltre 52 milioni di pacchi, adotta in modo sistematico robot piuttosto umanoidi per il trasporto è l’organizzazione delle spedizioni all’interno dei grandi magazzini di smistamento.

Topio

Topio è un robot sviluppato circa 10 anni fa dalla società vietnamita Tosy che può giocare a ping pong contro un avversario umano. Solo show? Tutt’altro, questo Forrest Gump robotico sfrutta un’intelligenza artificiale per imparare da ogni partita, un modulo di bilanciamento della propria posizione, sistemi come quello meccanico a bassa inerzia e di riconoscimento evoluto di oggetti che si muovono ad alta velocità e un controllo preciso dei micromovimenti.

In Italia abbiamo l’esempio di iCub, sviluppato dall’Istituto Italiano di tecnologia di Genova, è basato su piattaforma open source cognitiva in grado di portare a termine numerose operazioni.

I robot di Boston Dymamics

Boston Dynamic robot

Ma se volessimo ritrovare lo stesso charme e livello di innovazione (agli esordi) di Asimo allora un nome affiora subito ed è quello di Boston Dynamics.

Acquistata da Google nel 2013 e venduta al conglomerato giapponese softbank Group nel 2017 questo colosso fondato nel ’92 in Massachusetts è al vertice della categoria con soluzioni assai evolute livello tecnologico oltre che di grande impatto visivo.

Oltre i numerosi robot ispirati agli animali come quelli quadrupedi in grado di correre, riconoscere ostacoli e rialzarsi dopo le cadute come quelli sviluppati per la Darpa (agenzia del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti), sono stati ufficializzati anche diversi modelli che potrebbero essere considerati i veri eredi di Asimo.

Atlas

Atlas è l’esempio più lampante. Anche lui inizialmente sviluppato per la Darpa, è stato mostrato al pubblico la prima volta al 11 luglio 2013. Era così evoluto che specialisti dell’intelligenza artificiale come Gary Bradsky avevano definito il suo debutto come “La nascita di una nuova specie, i Robo Sapiens“.

Alto circa un metro e ottanta centimetri e costruito in alluminio e titanio, questo robot era illuminato da led blu molto scenografici e presentava quattro arti azionati idraulicamente, ma soprattutto poteva trasportare fino a 150 kg di materiale. Si basava su un sistema visivo duale con fotocamere e sistemi laser e poteva camminare anche su terreni accidentati.

Nella sua ultima apparizione, la nuova generazione di Atlas è davvero sorprendente. Il nuovo robot ora può saltare e ruotare di 180 gradi oppure atterrare con precisione su scatole. Ma non solo, può effettuare un salto mortale all’indietro, correre sull’erba e saltare ostacoli come un atleta.

Più che per partite di calcio robotiche (come la RoboCup che entro il 2050 vuole sfidare i campioni del mondo umani), un automa umanoide come Atlas potrebbe avere altre applicazione molto più importanti. Ad esempio in operazioni di salvataggio in ambienti molto pericolosi. Un’evidenza finale sul fatto che i robot umanoidi hanno decisamente un futuro oltre Asimo.

È innegabile che il sogno di un robot umanoide come quelli dei film da fantascienza rimarrà a lungo tale. Passeranno molti anni, forse decenni prima di vedere automi che camminano e corrono in modo fluido, che possono relazionarsi in modo efficiente con le persone comunicando e ascoltando e che possono reagire a stimoli e imprevisti esterni in modo naturale e rapido.

Ma le innovazioni sviluppate fino a questo momento sono già applicate in ambiti molto pratici con successo. E gli ultimi progetti a forma umana lasciano ben sperare per un futuro pronto a stupirci.

Articolo PrecedenteSalvini, al Quirinale dirò che decidono gli italiani
Prossimo ArticoloPensioni d’oro, Di Maio: “Ddl al Senato la prossima settimana”
Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.