Arresti Grafica Veneta, toglievano soldi ai lavoratori sfruttati attraverso prelievi dai bancomat

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Arresti Grafica Veneta, toglievano soldi ai lavoratori sfruttati attraverso prelievi dai bancomat

Arresti Grafica Veneta, toglievano soldi ai lavoratori sfruttati attraverso prelievi dai bancomat. Tra gli arresti di ieri due manager di Grafica Veneta Spa, azienda leader nella stampa di libri e pubblicazioni. Dalle indagini è emerso che un’organizzazione di pakistani sfruttava lavoratori connazionali: esisteva anche un “sistema estorsivo” finalizzato al recupero di una gran parte dello stipendio che veniva versato agli operai.

Contratti “regolari” che però nella realtà non venivano rispettati, lavoratori che venivano picchiati e rapinati, e un articolato “sistema estorsivo” finalizzato al recupero di una gran parte dello stipendio che veniva versato agli operai. Emergono diversi dettagli dall’operazione che ha sgominato un’organizzazione di pakistani che sfruttava lavoratori connazionali e che ieri ha portato a 11 arresti tra cui due dirigenti di Grafica Veneta, azienda leader nella stampa di libri e pubblicazioni. I due manager sono Giorgio Bertan e Giampaolo Pinton, accusati di sfruttamento del lavoro. È scattata anche un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 9 cittadini pakistani, accusati di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro. Le indagini hanno svelato che i lavoratori venivano sfruttati per molte ore al giorno (anche 12), senza alcuna pausa. Gli stipendi versati di fatto venivano “recuperati” con prelievi agli sportelli bancomat eseguiti personalmente dai titolari o da persone di loro fiducia attraverso le carte di debito intestate ai lavoratori. L’indagine è iniziata nel maggio del 2020 quando a Piove di Sacco era stato trovato un pakistano a margine della carreggiata con le mani legate dietro la schiena, vittima di pestaggio e rapina. I carabinieri hanno scoperto che le aggressioni erano legate allo sfruttamento di lavoratori da parte di un’organizzazione composta da connazionali, che si avvaleva della facciata di una società di lavoro interinale con sede nel Trentino.

L’indagine contro il caporalato è stata condotta dai carabinieri di Cittadella grazie alla collaborazione del gruppo carabinieri Tutela del lavoro di Venezia. “È stato rilevato che anche parte della dirigenza di Grafica Veneta – scrivono i militari dell’Arma – era perfettamente a conoscenza dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, sia per quanto riguarda gli incessanti turni di lavoro, che per la sorveglianza a vista a cui erano sottoposti. Erano, inoltre, ben consapevoli delle degradanti condizioni di lavoro, della mancata fornitura dei Dpi (protezioni da rumori, scarpe antinfortunistiche, ecc.). Tale situazione ha comportato un tentativo di elusione dei controlli, edulcorando e/o eliminando dai server informatici gran parte dell’archivio gestionale che registra gli ingressi e le uscite dei lavoratori”. Da qui la firma da parte del gip delle ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 9 pakistani, responsabili dei reati di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro, nonché un’ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari dei due dirigenti di Grafica Veneta per sfruttamento del lavoro.

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