Anche gli asintomatici trasportano una quantità elevata di virus. I risultati di uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine indicano che le persone che non sviluppano sintomi hanno livelli di Rna virale di Sars-Cov-2 confrontabili con quelli dei pazienti sintomatici. “È la conferma di quello che sospettavamo da molto tempo, cioè che gli asintomatici possono trasmettere l’infezione”.

Uno dei rebus dell’epidemia di Covid-19 è il ruolo degli asintomatici nella diffusione del virus. Dopo le dichiarazioni (e il dietrofront) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul fatto che gli asintomatici trasmettessero “raramente” il coronavirus, i risultati di un nuovo studio condotto in Corea del Sud sembrano dare la risposta definitiva sul tema.

Gli asintomatici hanno una carica virale elevata e simile ai sintomatici

La ricerca, pubblicata giovedì su JAMA Internal Medicine, è destinata a fare rumore perché fornisce la prova scientifica che le persone che non sviluppano sintomi hanno una carica virale elevata e simile a quella dei pazienti sintomatici. “Sono risultati importanti, questo è certo – è l’opinione condivisa da esperti non coinvolti nello studio – . È la conferma di quello che sospettavamo da molto tempo, cioè che gli asintomatici possono trasmettere l’infezione”.

Lo studio ha arruolato una coorte di 303 persone asintomatiche e pazienti sintomatici con infezione da Sars-Cov-2 per i quali è stata determinata la carica virale dal giorno in cui sono stati posti in isolamento presso il centro di Cheonan, una città a circa 100 km dalla capitale Seul. L’analisi, mediante la tecnica quantitativa della PCR real-time, è stata portata avanti su campioni prelevati sia dal tratto respiratorio superiore attraverso tampone rinofaringeo e orofaringeo, sia dal tratto respiratorio inferiore (espettorato). Dei 303 pazienti, 110 erano asintomatici (36,3%) mentre 21 hanno sviluppato sintomi durante l’isolamento.

I risultati dell’indagine hanno indicato che nelle persone asintomatiche la carica virale tendeva a diminuire più lentamente nel tempo rispetto ai pazienti sintomatici, inclusi i presintomatici, e che non c’erano differenze significative tra la quantità materiale genetico presente nei campioni degli asintomatici con quella dei pazienti che hanno sviluppato sintomi. “L’elevata carica virale che abbiamo osservato nei pazienti asintomatici solleva una chiara possibilità di rischio di trasmissione – scrivono i ricercatori nello studio – . Anche se è importante notare che la presenza di Rna virale non equivale alla trasmissibilità del virus, l’isolamento dei pazienti asintomatici può essere necessario per controllare la diffusione di Sars-Cov-2”.