Allarme esperti Usa. Il direttore dell’American Centers for Disease Prevention and Control, Robert Redfield, ha avvertito che una seconda ondata di contagi da Covid-19 negli Stati Uniti potrebbe essere ancora più disastrosa perché coinciderebbe probabilmente con la stagione influenzale, il prossimo inverno. Se entrambe le malattie avessero raggiunto il picco allo stesso tempo “avrebbe potuto essere molto, molto, molto difficile” per i sistemi sanitari affrontarlo.

Negli Stati Uniti, secondo quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, nelle ultime ventiquattro ore sono morte altre 2700 persone a causa della pandemia di coronavirus. Finora gli Usa hanno registrato più di 800.000 casi di contagio con quasi 45.000 morti, il numero più alto nel mondo. E il timore degli esperti è che una seconda ondata di coronavirus potrebbe essere più letale di quella attuale anche perché probabilmente si andrebbe ad accavallare in inverno con la stagione dell’influenza. L’allarme arriva dagli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). “C’è la possibilità che un assalto del virus il prossimo inverno possa essere più difficile di quello che stiamo attraversando ora”, ha detto Robert Redfield, direttore dei Cdc, in un’intervista al Washington Post. Redfield ha ricordato che l’epidemia di coronavirus è arrivata nel Paese proprio mentre la stagione dell’influenza si stava concludendo. Se entrambe le malattie avessero raggiunto il picco allo stesso tempo “avrebbe potuto essere molto, molto, molto difficile” per i sistemi sanitari affrontarlo, ha spiegato nell’intervista. Gli americani dovranno dunque prepararsi nei prossimi mesi e farsi vaccinare contro l’influenza.

Il timore di una seconda ondata di contagi negli Usa
Da parte sua Kevin Warsh, ex membro del US Federal Reserve e consigliere economico di George W. Bush, ha dichiarato che la pandemia sarà tra noi “per un tempo considerevole”. “L’economia degli Stati Uniti – come gran parte del resto del mondo – rischia di soffrire di una recessione considerevolmente più profonda e ampia di quella subita durante l’ultima recessione”, ha dichiarato in una intervista. Un altro allarme è stato infine lanciato da David Beasley, capo del World Food Programme (WFP), secondo cui “è necessaria una azione urgente per evitare una catastrofe” perché nei prossimi mesi il mondo rischia “una serie di carestie di proporzioni bibliche” a causa dell’emergenza Coronavirus, con poco tempo a disposizione per intervenire prima che milioni di persone muoiano di fame. “Vedo una luce in fondo al tunnel. Vedo molta luce in fondo al tunnel”, ha detto nelle ultime ore il presidente Donald Trump parlando di 20 stati americani che hanno già annunciato i loro piani per riaprire in “sicurezza” le loro economie.