Alla ricerca del piccolo Gioele Mondello. Dopo 15 giorni, non ci sono ancora tracce di Gioele Mondello, il bimbo di quattro anni sparito nelle campagne di Caronia dopo un incidente d’auto avuto con la madre sulla poco distante autostrada A20 Messina-Palermo. Il corpo della 43enne Viviana Parisi è stato trovato in stato di decomposizione l’8 agosto, ma del figlio di lei non è stato rinvenuto alcun segno. Mentre la prefettura di Messina dispone l’arrivo dell’esercito, Daniele Mondello, padre del bambino, chiama a raccolta i cittadini per domattina. Le ricerche informali partiranno alle 7.30.

Non è stato trovato niente. Né il lembo di un vestito né l’impronta di una scarpa. Di Gioele Mondello, quattro anni, non ci sono tracce. Stamattina, alla prefettura di Messina, si è deciso che alle già numerose squadre di ricerche (vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, polizia, guardia forestale, guardia di finanza) si aggiungerà anche l’esercito. Per ampliare la zona di circa 500 ettari entro la quale, finora, sono state eseguite le ricerche.

“Non abbiamo scavato”, spiega Ambrogio Ponterio, l’ingegnere dei vigili del fuoco responsabile delle ricerche. “Abbiamo spostato qualche masso per accedere ai posti in cui era più facile entrare, ma nessuno scavo”, risponde alla notizia diffusa ieri da alcuni organi di stampa. Gioele viene cercato tra i rovi e in mezzo alla fittissima vegetazione del parco dei Nebrodi, in un’area stretta tra l’autostrada A20 Messina-Palermo e la strada statale 113, che collega i piccoli Comuni della riviera messinese.

Viviana Parisi, sua madre, è stata trovata morta ai piedi di un traliccio a circa un chilometro dal luogo in cui ha lasciato la macchina. Dopo l’incidente avuto con l’automobile (uno scontro con un furgoncino delle manutenzioni in galleria), la donna si sarebbe fermata in una piazzola di sosta della A20 e da lì si sarebbe addentrata nella vegetazione. Proprio a pochi metri da quel punto, infatti, la rete che separa la strada dal parco è più bassa e basta andare poco oltre il guard rail per avere accesso alla zona boscosa.

Stando alle ultime testimonianze, quelle di cui è stata data notizia ieri, è a questo punto che la 43enne sarebbe stata vista dai componenti di una famiglia del Nord Italia che, in quei giorni, erano in vacanza in Sicilia. Secondo loro, Viviana aveva in braccio il piccolo Gioele, vivo, e si stava allontanando in mezzo ai boschi. Per Claudio Mondello, cugino del padre di Gioele e avvocato dell’uomo, “probabilmente la donna ha tentato di allontanarsi per non farsi trovare lì”. A causa, pare, di uno stato psichico da tempo provato.

Durante il lockdown, infatti, la donna avrebbe manifestato più volte segni di un malessere profondo, tanto da essere portata in ospedale a metà marzo. “La prescrizione che le viene fatta in un ospedale pubblico è chiara: un antipsicotico, non un antidepressivo”, prosegue l’avvocato Mondello. In questo quadro si dovrebbero inserire le richieste che la donna avrebbe fatto a due componenti del nucleo familiare: a una cugina e al fratello di suo marito, Viviana Parisi avrebbe chiesto il luogo in cui si trova la Piramide della luce, un’opera d’arte nel territorio di Motta d’Affermo, a pochi chilometri da Caronia. “Forse voleva andare lì per eseguire un rito con il bambino, per proteggere tutta la famiglia dal Covid-19”, aggiunge Mondello.

Anche questo, però, rientra nel piano delle ipotesi. Le certezze, al momento, attengono tutte al corpo di Viviana. È stata trovata alla base di un traliccio dell’Enel, aveva sul corpo numerose fratture segni di morsi di animale, in particolare su una gamba. Era in stato di decomposizione, per questo la procura ha chiesto l’aiuto di entomologi forensi, in grado di aiutare a stabilire l’ora esatta della morte attraverso l’esame delle larve e degli insetti. La dottoressa Elvira Ventura Spagnolo, medica legale della procura di Patti, ha spiegato di non potere ancora fornire indicazioni sulla causa del decesso viste le condizioni del corpo. Le stesse condizioni che avevano fatto dubitare i familiari sulla certezza dell’identificazione.

Per domattina, intanto, Daniele Mondello, papà del bimbo, ha chiesto aiuto sui social. Ha domandato a eventuali volontari di farsi trovare al rifornimento Ip della strada statale 113 a Caronia, alle 7.30 di domattina, per aiutare nelle ricerche. Dopo 15 giorni, si sta ampliando ancora il raggio d’azione dei soccorritori. A piedi, spiegano i responsabili delle ricerche, madre e figlio insieme non avrebbero potuto percorrere più di un chilometro in quel terreno scosceso e accidentato, popolato anche da cinghiali e cani selvatici.