Al Quirinale Salvini parla dei fondi Mattarella lo blocca: ne prendo atto

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L’invito ad abbassare i toni. E il leader si giustifica: subisco accuse di ogni genere

Non riesce proprio a trattenersi, Matteo Salvini. Prima che il colloquio con Sergio Mattarella finisca e lui torni al Viminale, di colpo cambia spartito: «Avrà visto, presidente, che noi della Lega adesso abbiamo questo problema dei fondi sequestrati. Problema delicatissimo, che potrebbe paralizzare qualsiasi nostra attività politica e perfino…» Il capo dello Stato alza la mano destra e blocca il ragionamento dell’ospite: «Ne prendo atto». «Ma…», insiste Salvini. «Ne prendo atto», sillaba di nuovo l’inquilino del Colle. Tre parole che sono uno stop e sottintendono un discorso che il leader del Carroccio conosceva già: non posso fare niente, non chiedetemi nulla, chiudiamola qui.Nessuno spiraglio, dunque, sulle aspettative di estendere gli argomenti dell’incontro alla sentenza con cui la Cassazione ha ordinato il sequestro fino a 49 milioni di euro della Lega (in seguito alla condanna in primo grado di Umberto Bossi per truffa aggravata), ciò che ha scatenato una rincorsa polemica contro la magistratura. L’idea di arrivare a parlarne per via obliqua, aggirando il tema del verdetto in sé e proponendo la questione delle sue conseguenze, è un escamotage che con il capo dello Stato non funziona.

Gioco d’astuzia

Infatti, liquida l’interlocutore perché non vuole essere in alcun modo chiamato in causa in una prova di forza tra politica e ordine giudiziario. L’ordinamento non prevede un quarto grado di giudizio, neppure se si pensasse di affidarlo al presidente della Repubblica. Il quale peraltro, se si lasciasse coinvolgere in una vertenza del genere (tanto più che è stata drammatizzata come un vulnus alla democrazia), scivolerebbe in un’interferenza verso un altro potere dello Stato. In verità, al Quirinale un po’ se l’aspettavano, il gioco d’astuzia di Salvini. Era del resto intuibile che, nonostante il perimetro del faccia a faccia fosse stato delimitato — anche con una nota ufficiosa — alle materie tradizionalmente nell’agenda di un ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, il «capitano» dei leghisti avrebbe tentato di coinvolgere il padrone di casa nella disputa, per portarlo magari dalla propria parte.

«Sul binario giusto»

Garbatamente, ma fermamente, respinto, si è adeguato con stile istituzionale, stavolta. Al punto che, ai cronisti che gli domandavano se fosse riuscito a parlare con Mattarella della fatidica sentenza, ha replicato: «Rimane una questione tra me e lui. Posso solo dirvi che è stato un incontro utile per entrambi. Positivo, costruttivo, proiettato al futuro. Qualcuno si occupa di passato, penso che sia io sia il presidente della Repubblica oggi ci siamo occupati di futuro, con soddisfazione di entrambi». Curiosamente si esprimono più o meno così anche al Quirinale, evocando un rapporto «sul binario giusto», pacato. Un rispecchiamento con la vulgata leghista. Quasi che Salvini, quando veste i panni dell’uomo di governo, si muova in maniera molto diversa di quando fa il propagandista di partito. Il che significa, in questo caso, che sia ormai pronto a rinunciare a fare una bandiera di quella partita e voglia semmai concentrarsi sempre più sulle incombenze del proprio ministero. Vale a dire immigrazione, sicurezza, terrorismo, confisca dei beni della mafia, incognita Libia. Stando alle fonti del Carroccio, pare che alla raccomandazione di Mattarella di abbassare i toni, il capo leghista si sia un po’ scusato di alcune sue sortite. «Ha ragione, presidente. Dipendono un po’ dal mio carattere. Ma anche da certi attacchi che sto subendo, con accuse di ogni genere, spesso legate a questa faccenda dei soldi in cui non c’entro per niente».

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Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.