Afragola. Con la fine del lockdown e la ripresa dei cantieri sono ricominciati anche gli sversamenti abusivi. I carabinieri hanno denunciato un imprenditore edile di Casoria: le telecamere hanno ripreso un furgone della sua ditta che versava illegalmente rifiuti speciali in un’area isolata di Afragola (Napoli) diventata discarica abusiva a cielo aperto.

Dopo lo stop dovuto al coronavirus, che ha interessato anche i cantieri privati, con la ripresa delle attività ecco che sono ricominciati anche gli sversamenti. Un uomo di 49 anni di Casoria è stato denunciato dai carabinieri per smaltimento illecito di rifiuti speciali: due suoi operai hanno abbandonato in strada scarti di lavorazione e di cantieri in un’area isolata in via Lampedusa, ad Afragola, in provincia di Napoli. I militari lo hanno beccato grazie alle telecamere di sorveglianza, installate proprio per monitorare la zona e sorprendere chi aveva deciso di fare di quel posto una discarica, buttando lì rifiuti speciali per tagliare i costi dello smaltimento.

Nel video si vede il furgone, che è risultato essere intestato alla ditta del 49enne, imprenditore edile, che arriva nella discarica abusiva. Tutto intorno, ammassati ai bordi delle strade, ci sono cumuli di scarti edili, buste di plastica, pezzi di legno, mattonelle e cemento. Il mezzo arriva col cassone pieno, si ferma, gli operai scendono e cercano il punto più adatto per scaricare. Poi il furgone viene accostato in retromarcia al ciglio della strada e viene sollevato il cassone: a terra finiscono bustoni neri con 5 rotoli di guaina bituminosa, 18 sacchi di plastica pieni di rifiuti speciali, 5 grossi cavi per impianti di condizionamento. Gli operai risalgono sul mezzo e se ne vanno, col cassone completamente svuotato.

Grazie a queste immagini i carabinieri hanno individuato il furgone, lo hanno seguito confrontando il video con quelli registrati da altre telecamere installate lungo la strada e hanno ricostruito il percorso dell’automezzo fino ad arrivare alla società edile e, quindi, al titolare che è stato così denunciato. Sono in corso ancora indagini per identificare anche i due operai che si vedono nel video e che sono responsabili materialmente dello sversamento abusivo.

Nei giorni scorsi la ripresa delle attività era coincisa col ritorno dell’inquinamento anche a Sarno, dove il fiume omonimo è tornato ad essere marrone: nei giorni del lockdown le acque erano diventate trasparenti perché si erano fermati anche gli scarichi, ma sono bastate poche ore perché tutto tornasse alla normalità.