Un bambino di appena 13 anni si è fatto saltare in aria durante una festa di matrimonio nella provincia orientale di Nangarhar, caratterizzata da una forte presenza di milizie dello Stato Islamico. Il bilancio è di almeno sei morti – attentatore compreso – e 40 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Almeno sei persone sono state uccise e 40 ferite in un attentato suicida in una festa di matrimonio compiuto oggi in Afghanistan da un “bambino”. L’hanno dichiarato al sito della Bbc in persiano fonti della provincia orientale di Nangarhar, dove è avvenuto l’attacco. Secondo fonti di polizia, l’attentatore aveva 13 anni.

Atahullah Khogyani, portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, ha riferito ad Al Jazeera che l’attentato è avvenuto durante le nozze del nipote comandante  Malak Tor, in un momento in cui tutti gli invitati si erano radunati in un luogo in cui si stava servendo del cibo. L’attentatore, che risulta essere tra le sei vittime, ha quindi deciso di colpire in un momento in cui sapeva di poter causare molti molti e feriti.

Da settimane in Afghanistan si sta ricercando una soluzione diplomatica tra le parti belligeranti dopo l’inizio dell’invasione guidata dagli Stati Uniti, nel 2001. Le milizie filogovernative da tempo operano in collaborazione con le forze straniere per impedire che nuovi territori vengano controllati dai talebani, che dal canto loro hanno annunciato l’intenzione di ridurre il il più possibile le vittime civili della guerra anche negando ogni responsabilità dell’attacco portato oggi.

Nell’area di Nangarhar, tuttavia, vi è una forte presenza di guerriglieri legati allo Stato Islamico che un mese fa hanno organizzato un attentato kamikaze facendo esplodere un’auto della polizia vicino alla città e uccidendo sei ufficiali e tre civili, e ferendo altre 13 persone. Mentre i Talebani hanno preso le distanze, l’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico.