È morta a soli 11 anni Aimee Brady, la bimba irlandese che con la sua storia aveva commosso tutto il mondo. Da gennaio era ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Belfast in attesa di un trapianto, che però non è mai arrivato. Nata con una malattia cardiaca congenita, aveva prestato il suo volto anche ad una campagna pubblicitaria per sensibilizzare sulla donazione degli organi.

Ha aspettato per 9 mesi un cuore nuovo, da trapiantare al posto del suo, che era malato. Ma l’attesa è stata troppo lunga e alla fine Aimee Brady, 11 anni di Magherafelt, cittadina nella contea di Londonderry, in Irlanda del Nord, è morta all’ospedale pediatrico di Belfast circondata dai suoi cari. È successo mercoledì scorso ma solo oggi la BBC ne ha dato notizia. La piccola era in lista per il trapianto di cuore da gennaio e da allora la mamma e il papà avevano lanciato numerosi appelli affinché si trovasse un donatore compatibile con la loro bambina, condividendo la sua storia che in breve ha fatto il giro del mondo. Le persone le hanno inviato lettere di supporto e denaro. Eppure, il suo sogno è rimasto nel cassetto, Aimee è deceduta prima di veder realizzare il suo desiderio di avere un organo nuovo nel reparto di terapia intensiva dove era ricoverata da 10 mesi per poter essere monitorata 24 ore su 24. La telefonata che annunciava l’arrivo di un cuore funzionante non è mai arrivata.

La bimba aveva già subito per tre volte un intervento chirurgico a cuore aperto dopo essere nata con il ventricolo sinistro a doppia entrata difettoso con atresia polmonare, che le era stato diagnosticato quando ancora era nella pancia della mamma. È stata sottoposta alla prima operazione a soli 6 giorni dalla nascita, nel settembre del 2008. Poi la seconda 18 mesi e la terza all’età di cinque anni. Nel 2015 ha prestato il suo volto ad una campagna pubblicitaria per sensibilizzare sulle malattie cardiache congenite e sul lavoro dell’ente benefico Child’s Heartbeat Trust. A giugno di quest’anno, quando già le sue condizioni avevano cominciato a peggiorare repentinamente, ha inaugurato una nuova unità specializzata dell’ospedale volta ad aiutare i bambini con difetti cardiaci insieme al capitano della squadra di rugby dell’Irlanda, Rory Best.

“Aimee sapeva che per sopravvivere un’altra persona sarebbe dovuta morire al suo posto”, ha scritto un giornalista della BBC che nelle scorse settimane è andato a trovarla e che ha dato la notizia del suo decesso. “È stato un piacere incontrarla e vedere il suo bellissimo sorriso”, ha concluso. La bimba avrebbe voluto che la campagna lanciata dalla sua famiglia per sensibilizzare sull’importanza della donazione degli organi continuasse con il fratello e la mamma. “Aimee è stata una luce nella vita di tutti coloro che la conoscevano e il suo impatto è stato sentito più lontano con i benevolenti che hanno contattato lei e la sua famiglia da tutto il mondo. Ha ispirato tutti noi con il suo coraggio e i suoi sforzi per incoraggiare le persone a iscriversi al registro dei donatori. La ricorderemo per sempre”, è stato il commento di Child’s Heartbeat Trust, che le ha dedicato un lungo post sulla sua pagina Facebook.