“Votatemi e vi faccio fare sesso con delle ragazze”, condannati ex vice sindaco e assessore

Condanna di tre anni e mezzo per Antonio Greco, 56 anni, ex vice sindaco di Porto Cesareo, e Cosimo Presicce di 55, ex assessore comunale, accusati di aver offerto sesso ai giovani elettori (tra cui anche un minorenne) in cambio di voti durante la campagna elettorale per le amministrative del 2011 nel comune leccese.

Voto di scambio e favoreggiamento della prostituzione. Per questo motivo sono stati condannati dal Tribunale di Lecce a 3 anni e mezzo Antonio Greco, 56 anni, ex vice sindaco di Porto Cesareo, e Cosimo Presicce di 55, ex assessore comunale. Quindi anche più delle richieste invocate dal pubblico ministero Carmen Ruggiero (due anni per Greco e due anni e mezzo per Presicce). Pena accessoria, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

L’inchiesta dei  carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Campi Salentina ha messo che i due ex amministratori del comune jonico avrebbero scambiato voti elettorali offrendo a giovani elettori prestazioni sessuali di ragazze di nazionalità rumena. Greco risultava candidato alla carica di consigliere comunale alle elezioni amministrative e tramite il supporto di Presicce avrebbe ottenuto un pacchetto di voti facendo prostituire le giovani ragazze in un’abitazione in località “Il Poggio”. Fu poi eletto vice sindaco.

Il sexy gate fu svelato dagli stessi ‘beneficiari’, come riporta Il Corriere Salentino. Ai carabinieri raccontò: “Una mattina ho incontrato Mimino Presicce che mi chiedeva di dare il voto ad Antonio Greco in cambio del quale mi sarei potuto ‘divertire’. Mimino mi rispondeva che avrei potuto consumare gratuitamente un rapporto sessuale con due ragazze. Effettivamente nella stessa serata mi recavo presso l’abitazione indicata e mi apriva una ragazza alla quale profferivo la seguente frase: ‘Mi hanno mandato…’” e senza che continuassi, la ragazza mi faceva entrare dicendomi: ‘So già tutto’”.

Tra le persone contattate da Presicce ci sarebbe stato anche un minorenne perché “gli servivano quattro-cinque voti per Antonio Greco”, come rivelato dallo stesso giovane agli inquirenti. L’ex assessore si raccomandò col ragazzo di “non parlare troppo in giro di questa situazione”. Effettivamente consumò un rapporto sessuale svelando poi una volta sentito in caserma che “subito dopo sparsi la voce ad alcuni miei amici che avevano appena compiuto i 18 anni chiedendo loro se potevano votare per Antonio Greco”.

 

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