Incinta, scopre di avere un tumore ma partorisce. Ora è grave: la raccolta per salvare Pamela

Pamela Angelelli, 37enne di Montefalco (Perugia), è davvero una madre coraggiosa. Ha scoperto di avere il cancro mentre era incinta, ha portato avanti la gravidanza e ha visto nascere il suo Nicola, che ora ha 4 mesi. Adesso però ha davanti una nuova sfida: sconfiggere il linfoma primitivo del mediastino non-Hodgkin di tipo aggressivo che le è stato diagnosticato. Serve l’aiuto di tutti.

“Dobbiamo fare in fretta, serve l’aiuto di tutti per salvarla”. Comincia così l’appello dei familiari di Pamela Angelelli, 37 anni di Montefalco (Perugia) che da mesi lotta contro un male molto grave: un linfoma primitivo del mediastino non-Hodgkin di tipo aggressivo. L’infausta diagnosi durante il sesto mese di gestazione. Pamela però decide di continuare la gravidanza, mettendo al mondo nel novembre del 2018 il suo bambino, Nicola.  Ma adesso le sue condizioni sono gravi. Anche perché la chemioterapia non starebbe dando gli effetti sperati e l’unica speranza per la ragazza è una cura sperimentale all’estero, che potrebbe costare fino a 500mila euro. La famiglia disperata ha lanciato la raccolta fondi su Gofundme.

“Pamela sta affrontando la sfida più grande, quella di salvarsi per poter crescere suo figlio – affermano parenti e amici – Oggi è ancora in ospedale e sta tentando un settimo ciclo di chemioterapia che però fino ad ora non ha prodotto i risultati sperati”. La speranza adesso si chiama Car-T, una terapia sperimentale che in Italia non è ancora disponibile per tutti: “L’unica alternativa è andare all’estero, in America o in Israele, e sottoporsi a questa cura. Purtroppo solo a pagamento, con costi esorbitanti che arrivano ai 500.000 euro”, spiegano sulla loro pagina GoFundMe. Per questo motivo è stata lanciata la raccolta fondi  “Per noi queste cure sono economicamente inaccessibili e proprio per questo l’unica possibilità che abbiamo è quella di unire le forze e chiedere aiuto, sperando che goccia dopo goccia si possa raggiungere quanto necessario. Ringraziamo con tutto il cuore coloro che leggeranno questa pagina, che doneranno e che condivideranno per aiutarci. Precisiamo che qualora Pamela riuscisse a rientrare nelle sperimentazioni italiane le donazioni potranno essere restituite, devolute a casi simili o alla ricerca sul cancro”.

 

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