Migranti: il giudice e la sbarra

Saviano, in tribunale rimarca sulla mancata indagine su Salvini. La magistratura attacca i pentastellati romani arrestando il capo dell’assemblea per corruzione. Un inasprimento di pena per i generali jugoslavi dopo vent’anni di processo.

Il Giudice si trova davanti anche un uomo che ha poco a che spartire con la criminalità: Pietro Marrone. Il comandante della Mar Jonio, la nave di Mediterranea, è stato accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra. Quanto accaduto tra la Libia e Lampedusa è stato apertamente esposto dall’equipaggio della nave, e confermato anche dalle forze dell’ordine intervenute.

Nella giornata di Lunedì 18 Marzo, la Mar Jonio e l’imbarcazione del Raj si imbattono in un natante in panne con a bordo 49 persone. L’aereo della Sea Watch conferma la posizione e i gommoni delle due imbarcazioni intervengono per salvare i 49 africani e portarli a bordo della nave di Mediterranea. La guardia costiera libica li raggiunge, senza molti convenevoli appicca fuoco al motore del natante alle deriva e sparisce.

Le due barche italiane puntano verso Lampedusa nel pomeriggio di lunedì, nel pieno di una violenta mareggiata. L’incrociatore della GdF italiana ordina all’equipaggio di Mediterranea di arrestare i motori, il comandante Marrone si rifiuta. Fermare la nave tra ode di tre metri al largo di Lampedusa sarebbe stato troppo pericoloso. La GdF ripete l’odine, ma la Guardia Costiera di Lampedusa accorda alla Mar Jonio il permesso di avvicinarsi alla costa, per poi sbarcare. I 49 migranti a bordo sono stati immediatamente soccorsi mentre il comandante Marrone è stato trattenuto dalle forse dell’ordine. Pietro Marrone si è detto fiero di quanto a fatto, di aver operato nel rispetto del diritto della navigazione e di non essersi pentito di quanto fatto.

Oggi Pietro Marrone è alla sbarra, con gli avvocati della ong Mediterranea che tenteranno di salvarlo dal carcere. La Mar Joinio rimarrà ferma a Lampedusa sotto sequestro.

Intanto il Ministro dell’Interno twitta tronfi dall’alto della sua immunità parlamentare.

Andrea Mignogna – Freelance Photographer

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