Denunciato per abusi sessuali, don Carmelo alla presunta vittima: “E va be’, è stata una debolezza”

Don Carmelo Rampino, sacerdote di una chiesa del Leccese e fino a poco tempo fa rettore, è stato denunciato da un 40enne per abusi sessuali avvenuti quando era solo un bambino. Dopo la sua denuncia altre presunte vittime si sono fatte avanti, mentre il don, in una telefonata con la sua presunta vittima, si schermisce: “Sono cose che avvengono nell’affettività, mica ti ho violentato?”.

Nel maggio del 2018 F. 40 anni, ha denunciato il suo ex parroco, don Carmelo Rampino, per abusi sessuali avvenuti quando era solo un bambino di 10 anni. Una denuncia che è stata apripista per altre cinque presunte vittime che oggi hanno deciso di raccontare la loro storia. Qui, nella trascrizione di una telefonata intercorsa tra Rampino e F. dopo la denuncia, le espressioni di stupore del sacerdote per la lettera di querela appena ricevuta da Rete’ l’Abuso’. Non solo, l’ex rettore dell’Addolorata di Trepuzzi, classe 1948, invita più volte la sua vittima sia a contattare il vescovo Michele Seccia, che a suo dire ‘sa tutto’, sia a fornirgli il codice IBAN per inviargli – con un ritardo di alcuni decenni – un dono di matrimonio o i soldi per il telefonino. Quanto agli abusi, di cui F. gli chiede conto, commenta: “Sono cose avvenute nell’affettività, mica ti ho violentato”. F. però aveva solo 10anni.

F. Mi hai detto di telefonarti stasera?
Don Carmelo: Sì, sì, caro;
F: Perché ti dovevo telefonare?
Don Carmelo: volevo chiederti il codice IBAN. Che so, se ti servono soldi. Mi hai mandato questa lettera cu la Rete ‘L’abuso’, sono frastornato, parlamu.. che so io che è sta cosa, sta farsa, non la capisco.
F. Le responsabilità, scusa, tu m’hai abusato quando ero bambino, sto male;
Don Carmelo: E va bene e mo? E ce cumanni? (e cosa chiedi?) dimmi, ce cummanni de mia mo (cosa mi chiedi ora?), dimmi;
F. Di prenderti le responsabilità che mi hai abusato.Voglio sapere perchè;
Don Carmelo: è stata la natura, è stata na debolezza, ma t’aggiu sempre vulutu bene, mica te facciu male, mica t’aggiu violentatu, io, eh (ti ho sempre voluto bene, non ti ho violentato).  Quest’estate vieni (al paese, ndr), parlamu, c’amu addu lu vescuvu (andiam dal vescovo) insieme. Come cumanni accussì facimo (come chiedi così facciamo), va bene? Hai telefonato al vescovo?
F. No;
Don Carmelo. Telefona al vescovo domani, ti dispiace?
F. Che devo fare?
Don Carmelo. Gli dici quello che tieni dentro lu core tou (gli dici quello che hai nel cuore). Io c’aggiu parlato co lu vescovo c’aggiu dato lu numero de telefono tou. Io sta lettera non la sto a capiscu;
F. Là (inteso nella lettera, ndr) c’è scritto degli abusi;
Don Carmelo. E basta e va bene… Sono cose avvenute nella vita dell’affettività, no? Quando uno si vuole bene. Vieni quest’estate (con la famiglia) starete a casa mia, vi inviterò a pranzo…. ma ti avevo chiesto una cosa, il codice IBAN, se hai bisogno di qualcosa dove te l’aggiu mandare?
F. Vabe poi vediamo;
Don Carmelo. Dammi il codice IBAN, so che stai spendendo soldi per il telefono dalla Germania. Dai non fare così, me lo mandi lu codice Iban per favore…
F. Va, be…
Don Carmelo. Come mo vediamo? Lu codice IBAN, te pago ‘na pizza, ‘nu regalo de matrimonio, ci tengo ti voglio bene, nu me voi bene tu a me?
F. Ci sono cose che… mi sveglio la notte e fanno male;
Don Carmelo. E lu sacciu, dai, poi le superiamo, vedrai che le supereremo. Nun voi che le superiamo?
F. Eh, sì…ma…sono cose che fanno male…
Don Carmelo. Però chiama lu vescovo;
F. Che devo dirgli?
Don Carmelo. Niente, quello che t’assienti (quello che ti senti). Il vescovo sa di me, stai tranquillo, non mi offendo di niente, anzi tu m’ai scusare a mia e m’ai a perdonare (devi scusarmi e perdonarmi).
F. Per cosa?
Don Carmelo. Basta che mi perdoni, poi sul resto ne parliamo. Telefona al vescovo, si chiama Michele Seccia, è di Barletta. Mi raccomando, amu risovere dai, però mannami l’IBAN…
F. Per aver il perdono di Dio dobbiamo perdonare gli altri: per cosa ti devo perdonare?
Don Carmelo. Di quello che eventualmente t’ho fatto… che t’ho scandalizzato, ma tutti simu stati scandalizzati a quell’età, non te pensare.

 

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