Bruciata viva, la rivelazione di Carmelo: “Aveva detto a Margareta che eravamo stati a letto insieme”

“Aveva detto a Margareta che eravamo stati a letto insieme, doveva smetterla”. Così agli inquirenti Carmelo Bonetta, reo confesso del delitto di Nicoletta Indelicato, la giovane uccisa a Marsala sabato notte. Bonetta e la fidanzata Margareta hanno attirato Nicoletta in trappola e dopo averla uccisa si sono cambiati e sono andati a ballare, impassibili, alla vicina discoteca di Castelvetrano.

Un triangolo finito in tragedia: questa, stando alle ultime indiscrezioni sull’efferato omicidio di Nicoletta Indelicato, la ricostruzione del delitto che ha sconvolto la Sicilia nelle ultime ore. Sembra infatti che Nicoletta, la vittima, avesse avuto un flirt con Carmelo Bonetta, il fidanzato dell’amica Margareta con la quale l’uomo l’ha assalita alle spalle, trafitta con 7 coltellate e poi bruciata nella notte di Sant’Onofrio, in un terreno desolato a svariati chilometri da casa. “Lei mi aveva dato della ‘zoccola’”, ha detto Margareta agli inquirenti. “Doveva smetterla di mettere in giro quelle voci su di me – ha fatto eco Bonetta – diceva che ero un drogato e aveva detto a Margareta che eravamo stati a letto insieme. Lo faceva per ripicca”.

Dopo il delitto vanno in discoteca
L’orrore è andato in scena la notte tra sabato e domenica 17 marzo, quando Carmelo e Margareta invitano Nicoletta fuori. Lei si era già messa comoda in pigiama per una serata casalinga, ma dopo le insistenze dei due amici, si decide a vestirsi e uscire e a mezzanotte circa, avverte i suoi. A notte fonde non è ancora rientrata né ha annunciato di fare tardi e questo è un comportamento che non le appartiene. Allarmati, dunque, i genitori vanno immediatamente a denunciarne la scomparsa alle autorità. Nicoletta, intanto, è già morta. Secondo la ricostruzione ritenuta più attendibile, Margareta e Carmelo l’hanno portata prima in un locale e poi a fare un giro in auto lontano, in zona Sant’Onofrio. Lì, Carmelo Bonetta, che prima di partire si era nascosto nel bagagliaio, è saltato fuori armato di pugnale e ha aggredito Nicoletta. Nessuno scampo per lei: picchiata, trafitta sette volte e poi data alle fiamme ancora viva. Quella stessa notte Carmelo e Margareta, che evidentemente avevano  premeditato e organizzato l’omicidio nei minimi dettagli, si sono cambiati, hanno dato alle fiamme gli indumenti sporchi di sangue hanno abbandonato l’arma del delitto vicino a un cavalcavia, e sono andati insieme, smaglianti e puliti, a ballare nella vicina discoteca di Castelvetrano, dove in molti li hanno visti.

Traditi dai social
L’indomani Nicoletta è una ragazza scomparsa e Margareta, una testimone poco attendibile. Alcuni l’hanno vista in compagnia della venticinquenne, ma quando le viene chiesto di riferire come è andata la serata, Margareta si contraddice, appare confusa e poco lucida. Quanto a Carmelo, invece, crolla dopo poche ore, confessando il delitto e portando lui stesso gli inquirenti sul luogo dove è stato abbandonato il cadavere carbonizzato. A ricostruire lo scenario del delitto molto hanno aiutato i social network dove le due ragazze, entrambe romene, entrambe adottate da due famiglie siciliane, si erano conosciute. A unirle il destino comune, a dividerle, un temperamento opposto: tanto mite e posata l’una, quanto aggressiva e appariscente l’altra. Inevitabile il conflitto quando i loro occhi si sono posati sullo stesso uomo, Carmelo Bonetta, coltivatore con la passione dei balli caraibici poi diventato il fidanzato di Margareta. Secondo lui, stando a quanto rivela ora agli inquirenti, quelli diffusi da Nicoletta sul suo conto sarebbero solo pettegolezzi, ma sarà presto l’analisi delle chat e dei messaggi a dire la verità su quali erano i suoi reali rapporti con le due donne.

 

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