Migranti: l’arte del creare disagi

Chi ci ha provato, chi ha voluto buttarsi nel mondo dell’accoglienza , sia per “buonismo” che per profitto oggi si trova danti un muro legislativo apparentemente insormontabile

Il dl sicurezza sta mietendo più vittime di quanto previsto. Molti operatori del microcosmo dell’accoglienza si stanno trovando davanti ad un bivio che mai avrebbero voluto varcare. Il dubbio appare banale ma nasconde numerose insidie. In tanti si stanno chiedendo infatti quanto sia costruttivo tenere aperti dei centri d’accoglienza. Date le nuove direttive del Ministero dell’Interno, Sprar e Cas sono ormai degli “alberghi per disperati”. Lo stato non è più disposto a sovvenzionare corsi di integrazione e di formazione, gli unici servizi erogati sono vitto e alloggio. Ai sostenitori del #portichiusi sembrerà un ottimo passo avanti, le loro tasse non andranno più nelle tasche dei negri, gridano a gran voce. Troppo bello per essere vero. Provate a tenere rinchiuse centinaia di persone, in attesa di un futuro incerto senza poter fare niente. Tanti corsi di lingua italiana, tanti corsi di formazione professionale e varie attività sportive ora sono diventate impraticabili. I nuovi arrivati non avranno la possibilità di integrarsi e di rendersi utili per il paese che li ospita. Stiamo creando dei veri nullafacenti, ma la storia è ciclica, prima o poi la bomba scoppia. Il problema attorno alla chiusura dei servizi offerti ai migranti non riguarda solo l’integrazione ma anche la sanità e istruzione minorile. Le forze a disposizione sono state dimezzate, tanti i medici, gli avvocati e le maestre che dall’oggi al domani hanno perso il lavoro. Matteo a chi ha giovato il tuo amato decreto? Neanche il fascismo avrebbe peccato di tanta superficialità. Ma il danno è fatto, ne pagheranno i nuovi arrivati, ne pagano il prezzo più caro gli italiani e in parte anche chi in Italia si è stabilito da tempo. Anche la Coldiretti cerca di dare un segnale, senza gli stagionali il raccolto sarà a rischio e si sà, non sono tanti gli italiani che andrebbero a raccogliere pomodori per pochi euro all’ora.

L’unico scampolo di luce viene dalla più alta carica di quel che rimane dello stato italiano:

“Il nostro paese è ricco di energie positive, di persone che sanno che si vive meglio se ci si impegna per il bene comune, se si combatte per sconfiggere prevaricazioni e pregiudizi. Siamo nati per vivere insieme e non separati” Le parole del Presidente della Repubblica come monito, come protesta. Un segnale forte che si spera non passi inosservato ai più. Con Esecutivo e Legislativo sempre più a favore di una chiusura totale all’immigrazione, creando più disagi e odio che altro, il nostro presidente ricorda a tutti coloro che calpestano il suolo italiano l’importanza del bene. Più di trenta persone sono state oggi premiate come eroi civili, tanti di loro sono legati al rapporto con Lo Straniero, al quieto vivere e al senso comune di giustizia, sempre più latente tra i discorsi dei passanti di ogni dove.

 

Andrea Mignogna – Freelance Photographer

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