Migranti: la scissione

Dietro lo slogan #portichiusi si è aperto un mondo e come da tradizione, l’uomo si divide in fazioni. il Ministro dell’interno, autore di un blocco verso le ong che operano in mare e fruitore dei risultati ottenuti dall’ex ministro Minniti, sostenuti da una destra “sovranista” avversa ad ogni forma di immigrazione sta trovando, in egual misura, approvazione e denigrazione nell’elettorato nazionale.

I favorevoli all’immigrazione  vedono dalla loro parte, oltre alla pietà, la Chiesa Cattolica e buona parte degli intellettuali italiani, preoccupati per un’indiscriminato uso dell’odio come arma d’unione.

Le problematiche legate ad una convulsa guerra all’immigrazione, per lo più di origine africana, non porta solo all’aumento di razzismo e astio. I disagi legati alla lotta governativa contro l’accoglienze degli stranieri stanno rapidamente portando ad una serie di problematiche molto complesse. Innanzi tutto col decreto Sicurezza, molti regolari sono diventati irregolari, molte strutture impegnate nell’integrazione dei nuovi arrivati stanno chiudendo battenti o ritrovandosi senza fondi da utilizzare per il bene comune. I senzatetto aumentano e gli italiani che si occupavano di loro stanno perdendo il lavoro. Tutto questo grazie ad un’efficace ma dannoso slogan propagandistico.

Per quanto sostenitori e fautori dell’odio dilagante esultino, dall’alto della loro saccenza, non hanno fatto i conti con i dati reali e le previsioni di chi lavora attorno al vero controllo migratorio. Frontex si dice molto preoccupata, le previsioni per il 2019 son tutt’altro che rosee, la guardia costiera libica è al limite dei crimini contro l’umanità e la Spagna si avvicina pericolosamente alle elezioni. Se gli iberici iniziano a rallentare il traffico di uomini sulle loro coste, la rotta riprenderà a passare dall’Italia. Se i migranti non riescono a passare con le buone, lo faranno con le cattive maniere. In un modo o nell’altro continueranno ad arrivare.

Tra dati dell’agenzia frontieristica sbuca anche un numero particolare. Gli arrivi nell’UE nel 2018 hanno toccato quota 150’000. Gli irregolari sparpagliati tra le nazioni comunitarie però sono oltre 360’000. Il che dimostra come anche chi arriva regolarmente possa in qualche modo elidere il sistema anti migratorio adottato dalla nostra amata Unione, con o senza Schengen.

Andrea Mignogna – Freelance Photographer

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