Il capo degli spacciatori: “Io sono come Genny Savastano”

Parlava così con i clienti Fargnoli, leader del gruppo di pusher smantellato dai carabinieri

Si sentiva come il boss di ‘Gomorra’ Genny Savastano, e non mancava di ricordarlo al telefono ai suoi clienti per minacciarli in caso di mancato pagamento della droga. È quanto emerge dall’indagine della DDA, condotta dai carabinieri delle Compagnia di Capua e Piedimonte Matese, su un giro di spaccio tra Alife e Piedimonte Matese che ha portato a 12 arresti. A capo del gruppo c’era Robert Fargnoli, 46enne di Alife, che guidava il sodalizio criminale assieme alla moglie Maria Assunta Di Chello e ai figli di primo e secondo letto, oltre alle compagne di quest’ultimi. Un’associazione ‘familiare’ che aveva la sua base nelle palazzine IACP di Alife, dove si preparava il crack destinato alle piazze di spaccio, luogo anche accuratamente sorvegliato grazie ad un sistema video che riprendeva l’unica strada di accesso allo stabile. L’ardito paragone con Genny Savastano viene intercettato in una telefonata nel cuore della notte del 18 aprile 2017, quando Fargnoli è al telefono con G.P., un cliente abituale al quale chiede spiegazioni riguardo una questione su un ragazzo di nome Valerio. Durante la conversazione il capo degli spacciatori lo minaccia con un riferimento al protagonista della serie ‘Gomorra’: “Io sono uomo perciò, io sono Genny, non ti scordare!… Sono Genny Savastano, non ti scordare!”.

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