Migranti: tutto tace

Cosa succede tra una mareggiata e l’altra? Porti e hotspot, Spar e slogan, la stampa si è dimenticata della vera tragedia per dar voce a chi non merita attenzione.

Nell’ultima settimana non si è sentito parlare di alcuno sbarco. Quanto stia accadendo tra le nostre coste è un mistero, gli scafisti continuano a navigare e i disperati continuano a morire. Ormai il nocciolo della questione non fa più presa sul lettore medio, portando la stampa a dimenticarsi di quanto stia realmente accadendo. L’unico interesse mostrato dalla carta stampata è verso il talk show politico del governo gialloverde, neanche vespa regge il confronto. Tra dichiarazioni e smentite, tra tweet e post, la cara vecchia rassegna stampa è ormai un fossile. Il presidente della repubblica esorta a umanità e decoro, ma sembrerebbe che le parole della prima carica dello Stato Italiano non interessino più a nessuno.

Qualche riga sulla Sea Watch ormai sbarcata la si legge, ma sembra che si esulti più per i danni che ha subito che per la grande missione compiuta. Minori in salvo e un programma di ripartizione quasi funzionante. Di fatto gran parte dei trasferimenti volontari accordati sulla carta non sono ancora avvenuti. L’Europa fa il gioco del silenzio ma tra i pugni del Ministro dell’Interno ci sono le anime dei tanti in cerca di salvezza e fortuna.

Scorrendo tra quanto pubblicato nell’ultima settimana pare che qualcuno stia esultando per la mancanza di navi ong tra le nostre coste e l’Africa. Pensate veramente che l’assenza di soccorritori sarà utile? Ragioniamoci su un secondo.

Sino ad oggi, gran parte della propaganda anti migranti di derivazione “orbaniana” è scaturita proprio dallo sbandierante dello slogan #portichiusi. I porti infatti son rimasti chiusi per tante, troppe navi di soccorso, dirottate per lo più in Spagna, prima nazione mediterranea per numero di sbarchi. Una nave in grado di navigare e battente bandiera straniera può essere infatti respinta e abbandonata al suo destino in acque internazionali. Un barchino, un gommone o un qualunque altro natante, in condizioni di difficoltà, sovraccarico di persone o semplicemente nascosto tra le onde, non può essere respinto, quelli il permesso ad attraccare non lo chiedono, ne hanno il diritto, e qualora gli fosse negato sbarcano all’ombro d’occhi indiscreti.

Pertanto la guerra alle ong non è la soluzione al problema, è solo fumo negli occhi di elettori disullusi a cui la televisione ha mangiato anima e cuore.

I grandi sprar chiudono, anche il Cara di Mineo sta iniziando gli sgomberi, forse è un bene o forse è solo un modo per creare più scompiglio del necessario.

Aiutiamoli a casa loro? Aiutateci a casa nostra!

Andrea Mignogna – Freelance Photographer

 

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