Migranti: Sea Watch 3, rischio nuova Diciotti.

La Sea Watch 3 ha finalmente il permesso di sbarcare, ma le condizioni si fanno sempre più serrate; lo sbarco sarà perpetrato solo se Olanda e Germania si faranno carico dell’accoglienza. Lo ha annunciato Salvini, in accordo con Toninelli.

La nave battente bandiera Olandese ma di proprietà tedesca potrà finalmente sbarcare con i suoi 47 migranti.

Il Ministro della Salute ha dichiarato che le condizioni igieniche a bordo sono sotto controllo.

La paura di un nuovo caso Diciotti spunta vivida tra le membra del Governo. La questione rimane ancora sospesa. Il processo all’Esecutivo dovrà pur avvenire prima o poi. I penta stellati si dicono pronti ad affrontale compatti il tribunale, ma il Leghista del Viminale fa marcia indietro sperando nell’immunità parlamentare. I tempi si allungano e un possibile processo per sequestro di persona e abuso d’ufficio si fa sempre più remota. A bordo della nave c’erano 177 persone, e la scusa del lento sbarco fu una possibile minaccia terroristica, convinti che chi scappa dai terroristi sia anch’egli un terrorista. Non avendo prove certe, ma solo infondate supposizioni, il MdI si trova ora nella piena fattispecie giuridica del sequestro di persona. L’hashtag Porti Chiusi non sarà sufficiente a legittimare l’operato propagandistico di parte del Governo.

Approfondendo un pelo sulla propaganda, perché i termini della campagna elettorale son belli che  andati, l’operato della lega si fa preoccupante. Pare che la libertà d’espressione vada lentamente affievolendosi tra qualche ban di facebook e il costante bombardamento xenofobo di cui siamo vittima. Neanche agli inizi di Visegrad fu necessario tanto spargimento d’odio. Ora è sulla bocca di tutti, i cittadini parlano di negri invasori, di soldi sprecati, paragonano migranti e terremotati come se nulla fosse, come se sapessero cosa ci sia dietro a due fattispecie tanto complesse. I reporter che si stanno occupando di immigrazione vengo a più riprese insultati, associati a forze sioniste e accusati d’essere nemici dello stato. Il carroccio dovrà fare i conti col populismo nazionalista dilagante di cui è artefice, odio e discriminazione sono sempre un’arma a doppio taglio. Non è vero che i migranti sono terroristi, non è vero che l’Italia è il primo paese d’Europa per numero di arrivi e sopratutto non è vero che siamo quelli che stanno spendendo più di tutti per accogliere i rifugiati e farli sbarcare nei nostri porti. Menzogne di un governo del cambiamento che di fatto nulla ha cambiato, se non nell’arte della mediazione.

Dimenticavo, a Lampedusa si continua a sbarcare, succede quasi tutti i giorni, con mezzi di ogni genere. Ma questo non interessa alla stampa, e interessa ancor meno al Viminale che vedrebbe così smentito il suo tanto amato slogan #portichiusi.

ARTICOLO E FOTO A CURA DI ANDREA MIGNOGNA

 

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