Migranti: Lampedusa

La tedesca Sea Watch è al largo di Lampedusa, potrebbe raggiungere l’isola italiana nelle prime ore di Giovedì, se la Guardia Costiera acconsente.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha affermato per l’ennesima volta che il porto dell’isola è aperto anche alle navi umanitarie. Il Primo Cittadino isolano stuzzica il Ministro dell’Interno affermando che nella sua isola sbarcano profughi ogni giorno, se arrivano con gli scafisti o con una ong poco importa. Non tutta l’Italia, fortunatamente, considera le persone come semplici numeri utili al mero campanilismo mediatico.

Intanto il dl Sicurezza miete le sue vittime, chiudendo pian piano numerosi centri d’accoglienza lungo tutto lo stivale. La lista si allunga giorno dopo giorno, spostando da una parte all’altra persone già integrate e che provano a vivere una vita migliore di quella da cui son scappati, viaggiando tra l’abisso e la morte.

Una flebile luce di speranza sbarcherà in Italia il 27 Gennaio. L’Onu e la sua sezione dedicata ai rifugiati, hanno indetto un’ispezione sul territorio nazionale al fine di redigere un report su quanto compiuto dal bel paese e soprattutto per tastare con mano il sentore di una violenta ondata di razzismo. Speriamo che il governo rinsavisca, ma pare l’ennesimo vano tentativo.

Le secchiate di acqua gelata ci arrivano tra capo e collo anche senza le ispezioni sul nostro territorio, l’Oim infatti ha redatto il nuovo report relativo ai primi venti giorni del mese: 203 morti.

Dove sono queste anime? La loro memoria affonda tra le onde del Mediterraneo non riuscendo più suscitare alcun interesse neanche su qualche articolo di coda della principali testate nazionali. I migranti interessano solo tra le parole di Salvini, dovremmo pensare che tutto quell’odio è riferito a persone, a padri, madri e figli che muoiono, si prostituiscono, fanno a brandelli la propria dignità per scappare da una morte certa.

Nella foto: il sindaco di Lampedusa Totò Martello

Articolo a cura di Andrea Mignogna

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