Sesso con una 13enne dopo la palestra, nei guai l’allenatore: “La violentava e palpeggiava”

È stato rinviato a giudizio un allenatore ultraquarantenne di Ravenna, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una sua ex allieva, all’epoca dei fatti 13enne. La ragazza avrebbe confidato alla madre di essere stata baciata e palpeggiata dall’uomo mentre la riaccompagnava a casa dalla palestra. Da qui è scattata la denuncia. Il processo a suo carico comincerà a maggio.

Ha approfittato di una ragazzina di soli 13 anni mentre l’accompagnava a casa dopo la palestra. Per questo è finito nei guai un allenatore di più di 40 anni di Ravenna, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di una delle sue allieve. La denuncia è scattata dopo che l’adolescente era stata portata con l’auto di notte in un punto isolato di aperta campagna, dove avrebbe subito molestie e palpeggiamenti. Di episodi del genere ce ne sarebbero stati ben quattro, che la ragazzina ha poi confidato alla madre una volta rincasata. Erano proprio i genitori a chiedere all’uomo di accompagnare la figlia a casa. Si fidavano di lui e per altro il tragitto era breve, di pochi chilometri appena. Era il 2016.

Poi, nel 2017 la vittima ha ricostruito davanti al gip Antonella Guidomei tutti i comportamenti equivoci del suo aggressore nei minimi dettagli. Nelle quattro occasioni riportate nella denuncia e sulle quali si sono concentrati gli inquirenti, le violenze si sarebbero consumate dopo l’allenamento: per almeno tre volte l’allenatore è accusato di avere bloccato all’improvviso l’auto e di avere baciato la tredicenne mentre la riaccompagnava a casa, e la quarta volta di averla costretta a baciarlo e di averla palpeggiata dopo aver fermato la sua auto in una zona isolata di aperta campagna. La difesa dell’uomo, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del pm d’udienza Stefano Stargiotti, stabilito poi dal gup Corrado Schiaretti, sostiene tuttavia che si sia trattato di un equivoco. Il processo comincerà all’inizio del prossimo mese di maggio davanti ai tre giudici del collegio penale del tribunale. I genitori della vittima si sono costituiti parte civile.

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