Migranti: frontiere calde d’anime

L’est è vivo. Finalmente Ankara si è espressa con chiarezza. Al confine con la Grecia, solo nel 2018, la polizia ha fermato quasi 60.000 migranti. Pakistani, afgani, siriani e iracheni, sprovvisti di documenti a caccia della quasi defunta Rotta Balcanica

Gli ellenici giocano duro, la loro polizia di frontiera continua a respingere molti di coloro che entrano nel primo baluardo UE. Tre dei tanti respinti sono morti negli scorsi giorni a poca distanza dalla frontiera. L’assideramento parrebbe la causa del decesso. I turchi accusano la Grecia di avere adottato il barbarico trattamento almeno per 4000 persone nell’ultimo anno. Le autorità di Atene negano.

Al largo di Misurata, davanti alle coste libiche, il naufragio di un barcone in legno ha causato la morte di 14 persone. I cadaveri recuperati sono solo due, per ora. Altre dieci persone sono state trovate ancore in vita sui resti del barcone alla deriva. La loro sorte non è chiara, come non sia chiaro chi li ha recuperati. Probabile che gli sciagurati ancora in vita verrano riportati in Libia, la nazione più temuta da coloro che rischiano la vita nel Mediterraneo.

Negli ultimi giorni, il campanilismo mediatico ha portato alla luce una drammatica realtà in Calabria. A San Ferdinando circa 2000 stranieri vivono in una baraccopoli al limite del dispotico. Le frettolose affermazioni del Ministro dell’interno rischiano di togliere l’illusione di un tetto alle migliaia di disperati accampati. Salvini millanta la ruspa, duemila persone chiedono dignità. Un limite al becero nazionalismo deve pur esistere. Il Leghista sta già diffondendo preoccupazione e angoscia col suo decreto omonimo. Decine di migliaia di stranieri potrebbero finire per strada a causa dei tagli alle strutture. Il giocoforza della legge contava su un supporto mediatico legato ad una mezza verità. Il taglio dei fondi pro capite, non vuol dire meno contanti al singolo, ma meno finanziamenti per le strutture, quindi meno vestiti, meno cibo, meno corsi d’integrazione e quindi tanti disagi. Se erano un problema i tanti nei centri, cosa diventeranno i troppi per la strada. L’odio porta odio, la violenza segue a ruota.

Articolo e Foto di Andrea Mignogna

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