Rimborso BNL di 43 euro: truffa via email molto pericolosa, come muoversi

Servita la truffa BNL che promette sul conto corrente un rimborso di 43 euro: cosa fare in questi casi

La truffa che sfrutta il buon nome di BNL e che promette un rimborso di 43 eurocontinua a dilagare in rete, raggiungendo le potenziali vittime via email, in modo quasi compulsivo e senza un criterio che spieghi il senso dell’inoltro. Affermiamo questo in quanto molti dei messaggi di posta elettronica sembrano essere stati inviati a caso, anche ad utenti che non sono correntisti presso quello specifico istituto bancario. In occasione della truffa per rimborso BNL di 43 euro, potreste aver ricevuto un’email in cui vi si promette l’accredito di quella cifra esatta, che si dice essere disponibile online.

Allo scopo di rassicurare la vittima, il messaggio elenca tutti i vantaggi che si ottengono nella sottoscrizione di un conto corrente online: assistenza 24 ore su 24, inoltro segnalazioni via email con tempi di risposta che non andranno oltre le 24 ore (evitando lunghe attese al telefono), possibilità di visualizzazione di tutte le chiamate. Quella del rimborso truffa BNL ci sembra un tentativo truffaldino anche poco ben realizzato, in cui sarebbe un vero peccato cadere (non fatevi ingolosire dai 43 euro: più che un accredito, potreste correre il rischio di vedere prosciugato il conto corrente di tutti i vostri risparmi, specie se deciderete di dare credito a questi malfattori, inserendo le credenziali che ad un certo punto, quasi certamente, vi richiederanno). L’unica cosa da fare nel caso in cui abbiate ricevuto l’email del rimborso BNL truffa è cestinarla, facendo bene attenzione a non cliccare su eventuali link in essa contenuti. Se siete correntisti, potete anche contattare la banca tramite il vostro referente personale, che vi ribadirà ulteriormente quanto vi abbiamo trovate sopra illustrato in questo articolo. Non è questo il primo tentativo di frode sul web che sfrutta la buona reputazione dei marchi più disparati: questa volta è stato il turno della Banca Nazionale del Lavoro, ma siamo pronti a scommettere che molto presto sentiremo parlare di altri raggiri simili.

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